in calce: S. CHRISTINA.
La stampa illustra un episodio del martirio di Santa Cristina di Bolsena la quale, gettata in mare con una mola al collo, fu salvata da un angelo mentre Dio Padre, che qui appare in cielo circondato da angeli e cherubini, uccise il padre di lei che l'aveva fatta arrestare perché si era rifiutata di adorare gli idoli (AMORE-BELLI BARSALI 1964, pp. 330-338). Eletta patrona di Bolsena, il suo culto si diffuse nel corso dei secoli anche in Italia settentrionale, come dimostra il ciclo con storie della santa dipinto nel nono decennio del Cinquecento da Benedetto e Carletto Caliari e diviso tra il Museo di Torcello, l'Accademia Carrara di Bergamo e la Stadat Galerie di Stoccarda (NEPI SCIRE' 1978, pp. 121-125, nn. 124-127 ill.). Un altro esemplare ottocentesco della silografia, tipico esempio di stampa popolare di culto, è alla Civica Raccolta Bertarelli di Milano (inv. R. S. M 246). Come il San Girolamo penitente (vedi scheda S_798) anche quest'incisione, databile probabilmente al Seicento, è caratterizzata da un certa sinteticità e rozzezza di segno.
Nepi Scirè G., Schede, in Museo di Torcello. Sezione medievale e moderna, Venezia 1978
Amore A./ Belli Barsali I., Cristina, Santa, martire di Bolsena, in Bibliotheca Sanctorum, Roma 1964, IV