in basso a sinistra sotto il campo figurato: 16/25
in basso a sinistra sotto il campo figurato: "Campo abbandonato"
in basso a destra sotto il campo figurato: Spacal 1974
Composizione astratta che presenta su sfondo grigio marmorizzato, delimitato sopra da una fascia bianca a segmenti neri, sotto da una uguale e da una banda nera, uno steccato in nero e una serie di rettangoli sparsi in rosso, azzurro, crema e ocra.
Spacal inizia già a dieci anni a lavorare come garzone in una bottega, per essere poi assunto come disegnatore presso i cantieri di Trieste. Dopo il diploma di maturità artistica e alcuni anni di insegnamento, a Milano frequenta l'Accademia di Brera e le lezioni di Semeghini e Pagano all'Istituto Superiore Artistico per l'Arte decorativa a Monza. Qui si apre agli influssi del cromatismo costruttivista e agli stimoli della cultura europea portati da Corrente. Dopo il conflitto mondiale, riprende un discorso artistico che riflette l'amore per la sua terra, il Carso, e dagli anni '50 in poi procede a grandi passi verso la riduzione dello spazio ad un universo di segni, scegliendo l'astrazione come esperienza totale. Questo è ben visibile nella xilografia in esame che ricalca, con minime varianti, la composizione di un'altra precedente incisione del 1969 intitolata "Vigna archeologica" (cfr. Sgarbi 1986, pp. 112-113, n .131). Da una parte Spacal opera una riduzione sintetica dell'immagine, trasformando il paesaggio carsico in pure indicazioni spaziali; dall'altra però mantiene un rapporto con la natura, trasponendo nella sua incisione la verità della materia, come la rugosità della pietra, la stratificazione della terra, la levigatezza del legno e dei sassi.
Albanese M./ Sgarbi V., Spacal: l'opera grafica 1935-1986. Catalogo generale, Treviso 1986