ambito veneto, XVIII

Oggetto
stampa colorata a mano
Soggetto
veduta di Venezia: procuratie vecchie
Titolo
Procuratie Vecchie
Ambito culturale
ambito veneto - incisore
Cronologia
1703 post - 1799
Materia e tecnica
carta/ acquaforte
Misure foglio
mm - altezza 424, larghezza 564
Codice scheda
S_1508
Collocazione
Trieste (TS)
Palazzo delle Assicurazioni Generali
Collezione Assicurazioni Generali
Iscrizioni

Le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia, con accanto la Torre dell'orologio e varie figure qua e là sparse sotto il portico e nella loggia al primo piano del Palazzo, mentre un folto gruppetto sta assistendo ad uno spettacolo teatrale che si svolge in piazza. La veduta è incorniciata da una banda nera stagliantisi su sfondo grigio. L'incisione è sui toni dominanti del grigio e del rosa, con l'uso del giallo, rosso, verde nelle vesti delle figurine.
L'incisione in esame, opera di un anonimo, ricalca con qualche variante ed omissione l'acquaforte n. 44 di Luca Carlevariis dello stesso soggetto, facente parte del famoso corpus incisorio di 104 tavole intitolato Le Fabriche e Vedute di Venetia disegnate, poste in prospettiva et intagliate da Luca Carlevariis del 1703.
Rispetto all'originale del Carlevariis, la nostra incisione presenta l'aggiunta del colore, una maggior ampiezza data alla raffigurazione del cielo, piuttosto diverso nella resa da quello nell'acquaforte del Carlevariis, e alcuni cambiamenti sia nella disposizione delle figure che nella omissione o aggiunta di alcuni personaggi. In effetti l'opera incisoria del Carlevariis ebbe un enorme successo dimostrato non solo dalle tirature che si susseguirono nel corso del secolo fino all'esaurimento delle lastre, ma anche dal plagio da parte del Padre Vincenzo Coronelli (1650-1718) che fece riprodurre quelle stampe per inserirle nelle sue Singolarità di Venezia, del 1708-1709. Inoltre non si dimentichino le derivazioni dalle incisioni di Luca eseguite da vari artisti per la raccolta in due tomi del Gran teatro delle pitture e prospettive di Venezia, pubblicata da Domenico Lovisa nel 1717 e nel 1720.
Anche la nostra incisione quindi mostra una chiara dipendenza dal Carlevariis e, dato che presenta una numerazione, è assai probabile facesse parte di una serie di vedute di Venezia come quelle sopra menzionate, da porre entro il XVIII secolo. In essa il tratto incisorio è alquanto grossolano e di qualità inferiore alle opere dell'artista friulano. Si noti inoltre come gli elementi architettonici siano troppo rigidamente delineati nella loro struttura cubica e come l'incisione pecchi di rigido schematismo nell'impostazione prospettica della veduta bidimensionale e piatta.