Waterlo Anthonie, XVII

Oggetto
stampa
Soggetto
paesaggio
Titolo
Tavole di legno attaccate a quattro alberi
Autore
Waterlo Anthonie (1609-1610/ 1690)
Editore
Basan Pierre-François
Cronologia
1630 - 1784 - 1690 1786
Materia e tecnica
carta/ acquaforte
Misure impressione
mm - altezza 93, larghezza 145
Misure foglio
mm - altezza 98, larghezza 149
Codice scheda
S_8819
Collocazione
Gorizia (GO)
Palazzo Coronini Cronberg
Fondazione Palazzo Coronini Cronberg
Iscrizioni

Questa e l'acquaforte inv. 409272 (S_8820) sono le prime di una serie di dodici stampe, annoverate tra la produzione matura di questo artista olandese che si dedicò esclusivamente alla rappresentazione di paesaggi, dando prova di una originalità e di una capacità inventiva a cui sicuramente guardarono tutti i grandi artisti che, poco dopo di lui, si cimentarono con questo genere, primo fra tutti lo stesso Rembrandt.
Ciò che probabilmente rese tanto popolari le acqueforti di Antoni Waterloo presso i suoi conterranei fu il carattere inconsueto dei suoi paesaggi: invece delle distese piatte, disseminate di canali e animate dalle sagome dei mulini a vento che costituivano le tipiche vedute della campagna olandese, egli amò ritrarre prevalentemente alberi e foreste. Proprio la sapiente resa tonale delle ampie chiome, la capacità di lasciar intravedere attraverso i contrasti di luce e ombra la struttura delle piante, i rami che emergono tra le chiazze del fogliame, sono considerate i punti di forza delle sue incisioni Questi elementi caratteristici si possono apprezzare nell’acquaforte in esame dove, tra la fitta vegetazione che domina lo spazio della composizione, affiorano un ponte di legno e il tetto di una capanna.
Gli esemplari in possesso della fondazione Coronini Cronberg appartengono all'edizione di ottantotto incisioni di Waterloo, pubblicata dall'editore parigino Basan, tra il 1784 e il 1786. Di quella in esame si conoscono quattro stati. Il primo presenta nell'angolo in alto a sinistra la lettera A e nell'angolo opposto l'iscrizione Antoni Wnterlo fe. et. ex. Nel secondo stato al posto di et. ex. si legge, sotto il nome dell'artista, R. & I. Otiens ex. Nel terzo stato quest'ultima aggiunta e la lettera A sono state cancellate, mentre il quarto, pubblicato nel 1789 nella seconda edizione del Dictionnaire di Basan, mostra nell'angolo in alto a sinistra Tom. II. e nell'angolo opposto pag. 259.

BIBLIOGRAFIA

Bragaglia Venuti C., Schede, in L'arte nel segno. Uno sguardo alla collezione di stampe della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, Gorizia 1998