angolo superiore sinistro: b
Questa e l’acquaforte inv. 409271 (S_8819) sono le prime di una serie di dodici stampe, annoverate tra la produzione matura di questo artista olandese che si dedicò esclusivamente alla rappresentazione di paesaggi, dando prova di una originalità e di una capacità inventiva a cui sicuramente guardarono tutti i grandi artisti che, poco dopo di lui, si cimentarono con questo genere, primo fra tutti lo stesso Rembrandt.
Ciò che probabilmente rese tanto popolari le acqueforti di Antoni Waterloo presso i suoi conterranei fu il carattere inconsueto dei suoi paesaggi: invece delle distese piatte, disseminate di canali e animate dalle sagome dei mulini a vento che costituivano le tipiche vedute della campagna olandese, egli amò ritrarre prevalentemente alberi e foreste. Proprio la sapiente resa tonale delle ampie chiome, la capacità di lasciar intravedere attraverso i contrasti di luce e ombra la struttura delle piante, i rami che emergono tra le chiazze del fogliame, sono considerate i punti di forza delle sue incisioni.
Nell’acquaforte in esame sulla bassa linea dell'orizzonte che inquadra un placido specchio d'acqua, emergono gli elementi più tipici del paesaggio olandese, le forme distanti di villaggi e mulini a vento, basse imbarcazioni. A sinistra il grande vuoto del cielo è colmato dalle chiome di alcuni alberi che proiettano la loro ombra stilla chiesetta gotica all'interno del cimitero. È un paesaggio che comunica un senso di quieta tranquillità, la luce di un soleggiato mattino, il lento sciabordio dell'acqua contro i fianchi dell'imbarcazione trainata a terra dal cavallo.
Gli esemplari in possesso della fondazione Coronini Cronberg appartengono all'edizione di ottantotto incisioni di Waterloo, pubblicata dall'editore parigino Basan, tra il 1784 e il 1786. Di quella in esame è conosciuta invece in due stati. Il secondo, che corrisponde all'edizione di Basan, si caratterizza per l'aggiunta di alcune linee nella densa zona d'ombra sul muro di cinta del cimitero, sul fianco della barca e nell'angolo in basso a sinistra.
Bragaglia Venuti C., Schede, in L'arte nel segno. Uno sguardo alla collezione di stampe della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, Gorizia 1998