recto, in basso a sinistra: Cantori all'aria aperta
recto, in basso a destra: Tullio Silvestri
Formatosi nella natia Venezia, Silvestri non completò gli studi, ma i modelli della pittura lagunare tardo-ottocentesca, con i suoi risvolti simbolisti, sarebbero restati costanti nella sua opera, caratterizzata da un segno sciolto e rapido, spesso in presa diretta e tradotto con una spontaneità che trova spazio soprattutto nei tanti monotipi da lui realizzati. Nel secondo e terzo decennio del secolo visse a Trieste, frequentando il vivace ambiente culturale cittadino, a contatto con Gino Parin, Vito Timmel, Piero Lucano, Carlo Wostry, oltre a poeti e scrittori come Svevo, Saba, Stuparich e lo stesso James Joyce, all’epoca presente in città e diventato amico dell’artista. A questo torno d’anni dovrebbe risalire anche l’opera in esame, che stilisticamente potrebbe collocarsi negli anni immediatamente precedenti al primo conflitto mondiale, come la Processione del Civico Museo Revoltella o il Ritratto di James Joyce (P. Fasolato, Tullio Silvestri, Trieste, Lint, 1991, pp. 83, 142-143). La presenza di un’opera di Silvestri nella raccolta di Fonda Savio è legata alla consuetudine del pittore con la cerchia di artisti e intellettuali di Italo Svevo: «Egli apriva con la sua larghezza di uomo di mondo la conversazione e la conchiudeva col suo bonario sorriso particolare. […] Svevo sapeva conquistare persino Saba: ed era, specie in quegli anni, non facile impresa. […] Per recarci insieme al caffè andavo qualche sera, in quei primi tempi, a prendere Giotti in via San Sebastiano… Ci veniva Luigi Aversano, il bersagliere napoletano innamorato di Trieste, che dipingeva e scriveva versi. Anche il pittore impressionista Tullio Silvestri faceva qualche comparsa… […] Fra i giovani sempre con noi, Roberto Bazlen: ‘Bobi’» in G. Stuparich, Trieste nei miei ricordi, Milano, Garzanti, 1948, pp. 7-14.
De Grassi M., Schede, in "Ricorda e Splendi". Catalogo delle opere d'arte dell'Università degli Studi di Trieste, Trieste 2024