in basso al centro: G. Dala dis. e incise
in basso al centro: ALBERTO FORTIS
Nato a Cattaro nel 1788, Dala aveva studiato a Venezia prima con Giuseppe Rosaspina, poi con con Giovanni Battista Cipriani all'Accademia di Venezia. Nella città lagunare collaborerà con molte iniziative editoriali, dalla Storia della Scultura di Leopoldo Cicognara, alla Pinacoteca di Zanotto, alla Storia Universale di Francesco Bianchini. L'acquaforte, di impianto pienamente neoclassico, presenta il ritratto di profilo dello scienziato e viaggiatore Alberto Fortis, entrato nell'ideale pantheon della collezione Fonda Savio perchè autore di diversi studi di geologia sul carsismo e sull'idrologia carsica. Viaggiatore instancabile, negli anni '70 del XVIII secolo, le peregrinazioni di Fortis lo conducono sul Carso Classico, nell'Istria e nella Carniola, territorio allora facente parte dell'impero austriaco. Ovunque la sua curiosità di studioso lo porta a visitare i territori carsici e le grotte, quella del Marmo di Verteneglio, Grotta di Corniale, Grotte di Postumia, Grotta di Planina, che descrive puntualmente. Nominato (1795) Fellow della Royal Society di Londra, gli ultimi anni della sua vita lo vedono itinerante fra Venezia, Parigi e Bologna dove muore il 21 ottobre 1803, dopo che due anni prima era stato nominato da Napoleone Bonaparte Prefetto della Biblioteca e Segretario dell'Istituto Nazionale Italiano.
De Grassi M., Schede, in "Ricorda e Splendi". Catalogo delle opere d'arte dell'Università degli Studi di Trieste, Trieste 2024
Paris L., Guida al Lascito Antonio Fonda Savio, Trieste 2015
Paris L., La sezione iconografica del Lascito Antonio Fonda Savio nel Sistema museale dell'Ateneo triestino, in Archeografo Triestino, Trieste 2013, serie 4, n. 63 (123)
Libri immagini casa Svevo, Libri e immagini di casa Svevo. Dalle collezioni di Antonio Fonda Savio, Trieste 2011, n. 18