in basso a sinistra sotto la figurazione: 51/60
in basso a destra sotto la figurazione: Leonor Fini
La stampa è arrivata nelle collezioni del Sistema museale di Ateneo nel 2024 grazie al lascito della signora Giulia Cilar. La stampa è firmata da Leonor Fini e rappresenta il volto di una giovane donna, probabilmente un autoritratto, dalla resa rarefatta che simbolicamente traduce una memoria del sé nel tempo passato. L’estrema indefinitezza dello sfondo che fa affiorare il volto sulla superficie del foglio ricorda la serie dei “Passagers”, volti monocromi che l’artista esegue nel corso degli anni Ottanta, datazione plausibile anche per l’opera in esame. Secondo Didieu, critico che scrisse in numerose occasioni sull’opera della Fini, tali immagini rarefatte “hanno la stranezza di ciò che vive solo in quanto essere doppio, ombra, eco, ricordo", e ancora “la presenza rimanda a un’essenza; non sono che apparizioni al limite fra l’essere e il non essere. È tuttavia così mosso, ciò che inimitabilmente si rivela, è quanto può esservi di più personale: non soltanto un insieme di particolari fisici (occhio, naso, bocca) ma qualcosa di più intimo vi si ripete: lo stile di Leonor Fini, che è qui affioramento sempre lo stesso e mai simile del desiderio, l’iscrizione di un impulso, qualche cosa che guida ed è guidato, l’essenza medesima della seduzione” (Didieu 1983, p. 7). (cfr. S_5862, ID 867318).
Gregorat S., Schede, in Museo Revoltella Trieste. La donazione Kurländer, Trieste 2005
Dedieu J. C., Schede, in Leonor Fini, Casalecchio di Reno (BO) 1983