Ponte Bruno, XX

Oggetto
stampa colorata a mano di invenzione
Soggetto
paesaggio montano: Carso
Autore
Ponte Bruno (1921/ 2013) - inventore/ incisore
Cronologia
1997
Materia e tecnica
carta/ acquaforte, pittura ad acquerello, matita colorata
Misure impressione
cm - altezza 8.5, larghezza 12
Misure foglio
cm - altezza 10, larghezza 13.5
Codice scheda
S_125431
Collocazione
Trieste (TS)
Sede del Dipartimento studi umanistici
smaTs. Lascito Cilar
Iscrizioni

L’opera è entrata nelle collezioni del Sistema museale dell’Ateneo triestino nel 2024 grazie al lascito della signora Giulia Cilar. L’artista è stato un grande sperimentatore della tecnica grafica esplorandone tutte le possibilità espressive, dalla semplice puntasecca all’acquaforte-acquatinta colorata in più piastre, in questo caso l’intervento pittorico è successivo all’impressione infatti sul verso dell’opera, datata 1997, l’artista ha indicato di averla colorata a mano, egli “può sensibilizzare il foglio con note di sicura modulazione e di gusto fine” (A. Manzano, Messaggero Veneto, Udine, 1962). Le linee fini e scabre incise dall’acido sono addolcite e modulate dall’intervento pittorico che rimanda a una personalissima ed intima visione del paesaggio che strutturalmente si può ben definire, nella visione di Ponte, naturalismo astratto. Tino Sangiglio in relazione all’opera del maestro afferma: “le atmosfere dei paesaggi di Ponte sono rarefatte, senza tempo, di un ovattato intimismo […] Ed è così che i suoi microcosmi – incentrati non di rado sulla pietra del Carso – sono colti in una specie di dormizione ma suggeriscono e lasciano intravedere nel contempo i prodigi della natura; il dato naturalistico in tal modo non è statico ma vive e palpita con precisi ritmi e scansioni […] Bagliori e non colori in quanto simboli delle pacate vibrazioni dell’artista, espressioni flebili ma non per questo meno intense delle emozioni provate di fronte ai dati ed agli accadimenti della natura e della vita, esplorate mediante arti sottili ed affascinanti, con una ricca messe di segni e di simboli in maliose corrispondenze – dalle quali di tanto in tanto scattano come razzi o folgorazioni le intuizioni dell’artista – ricoprendo la mitologia carsica di Ponte di un nitido velo di poeticità e di una evidente aspirazione al lirismo” (G. Montenero, T. Sangiglio, 1997, pp. 9-10).

BIBLIOGRAFIA

Montenero G./ Sangiglio T., Bruno Ponte. Opere 1960-1990, Trieste 1997

Martelli C., Dizionario degli artisti di Trieste, dell’Isontino, dell’Istria e della Dalmazia, Trieste 1996

Martelli C., Artisti triestini contemporanei, Trieste 1973