in basso a destra: 16
foglio di supporto, in basso a destra: 1103
Un uomo deforme, visto di profilo, avanza a passi corti mentre suona uno strumento a fiato (un piffero). Indossa un cappello di notevoli dimensioni, dalle falde morbide e con un rametto appuntato. Il corpo è caratterizzato dalla gobba pronunciata, che genera una linea continua arcuata che parte dalla tesa del cappello e sembra proseguire fino alla cintola. Il tratto è deciso, quasi tutto a contorno, con pochi e brevi tratteggi nelle pieghe della veste e nelle parti in ombra. Il foglio è inciso da Christian Görtz e rielabora un motivo dei celebri Gobbi di Jacques Callot (primi anni Venti del Seicento). Görtz privilegia un disegno a linea continua e omogenea, semplificando la vibrazione del segno del modello, focalizzato sul personaggio dal cappello esagerato, tratti caricaturali, arti corti e busto incurvato. Come in altre serie di Callot diventa emblema di un tipo comico-popolare che all’epoca circolava tra spettacoli, feste e stampe. La ripresa settecentesca conferma quanto le invenzioni callottiane siano state un repertorio condiviso e replicato in tutta Europa, capace di passare dal teatro alla grafica.
Schroder T., Jacques Callot. Das gesamte Werk. Druckgraphik, München 1971, II-2