in basso a destra: 17
foglio di supporto, in basso a destra: 1104
Un nano, con le gambe divaricate in modo innaturale, imbraccia uno strumento a corda e ne pizzica le corde. Indossa un berretto morbido da cui fuoriesce un sottile pennacchio. È abbigliato con una tunica stretta in vita da lacci e pantaloni. Tratteggi paralleli e incrociati definiscono pieghe e ombre.
Il foglio è inciso da Christian Görtz e rielabora un motivo della celebre serie dei Gobbi di Jacques Callot (primi anni Venti del Seicento). La ripresa settecentesca ne accentua la teatralità attraverso una linea più uniforme e cadenzata, che sintetizza la vibrazione del modello e privilegia il profilo netto della figura. Il personaggio, separato da ogni contesto e definito da attributi essenziali, diventa un’icona di comicità popolare, sospesa tra goffaggine e virtuosismo. Il foglio testimonia la larga circolazione dei repertori di Callot nella stampa europea d’età moderna, dove i “tipi” nati tra palcoscenico e piazza vengono aggiornati con un lessico grafico più misurato, senza perdere la forza espressiva che li ha resi modelli.
Schroder T., Jacques Callot. Das gesamte Werk. Druckgraphik, München 1971, II-2