in basso a destra: 1802
Il foglio presenta una serie di studi di mani colte in differenti atteggiamenti: alcune giunte o intrecciate, altre nell'atto di impugnare qualcosa o con le dita nell'atto di indicare. Le variazioni di posizione e di movimento, unite alla cura con cui è osservato il rapporto tra luce e volume, rivelano l’intento di esplorare la dinamica espressiva del gesto. L’artista modella le forme con un fitto reticolo di linee parallele di differente intensità, che costruiscono il rilievo senza ricorrere a contorni marcati, ma attraverso graduali passaggi tonali.
L’incisione appartiene alla raccolta didattica degli Studi di pittura concepita da Giambattista Albrizzi e basata su disegni accademici di Giovanni Battista Piazzetta. Marco Pitteri, interprete incisorio dei modelli del maestro veneziano, vi traduce la complessità del segno.
Questa tavola, dedicata allo studio delle mani, esemplifica la capacità di Pitteri di unire rigore analitico e sensibilità pittorica: l’attenzione anatomica si accompagna a un equilibrio formale che rende il foglio non solo strumento di esercizio.
Ravà A., Marco Pitteri incisore veneziano, Firenze 1922