in basso a sinistra, con andamento verticale: 1806
La tavola raffigura un giovane nudo stante che, mentre si sostiene a un bastone, si appoggia con il corpo a una roccia coperta da un drappo. Il capo, leggermente reclinato verso la spalla sinistra, accentua la naturalezza della posa, resa dinamica dalla torsione del busto e dall’incrocio delle gambe. La figura, di proporzioni armoniose, è colta in un momento di quiete, mentre il corpo, leggermente ruotato, rivela la tensione dei muscoli e la morbida flessione delle gambe. Il panneggio dietro il modello e la sfera in basso a destra contribuiscono a creare una costruzione spaziale equilibrata e luminosa.
L’incisione appartiene alla serie degli Studi di pittura, ideata da Giambattista Albrizzi e tratta dai disegni accademici di Giovanni Battista Piazzetta. In questa composizione Marco Pitteri esprime la piena padronanza del suo linguaggio incisorio: il corpo è modellato attraverso fitte linee parallele che si addensano nelle ombre e si diradano nelle zone illuminate, ottenendo un chiaroscuro morbido e continuo. L’assenza di contorni netti e l’uso calibrato della luce conferiscono all’immagine un carattere di naturalezza e di silenziosa monumentalità.
Il foglio, destinato alla formazione, testimonia la doppia vocazione della serie: da un lato lo studio analitico dell’anatomia e della proporzione, dall’altro la ricerca di un ideale di bellezza serena, radicato nella tradizione veneziana. La purezza del segno e l’equilibrio tonale fanno di questa incisione una delle prove più compiute della maestria di Pitteri, capace di tradurre nel bulino la sensibilità luminosa e plastica della pittura di Piazzetta.
Ravà A., Marco Pitteri incisore veneziano, Firenze 1922