Il vicino impianto di combustione zolfo produceva l’anidride solforosa che veniva convogliata nella parte inferiore delle torri, queste venivano riempite di grossi pezzi di calcare sui quali veniva fatta cadere dall’alto una pioggia d’acqua: l’acqua assorbiva l’anidride solforosa e intaccava così il calcare, incorporando il calcio. Il bisolfito di calcio così ottenuto si raccoglieva sul fondo della torre, veniva poi inviato ai silos di deposito, e da qui prelevato per la carica dei bollitori.
Le torri, alte 54 m., hanno una pianta circolare e poggiano su un unico basamento rettangolare; hanno strutture orizzontali in c. a.; strutture verticali in muratura di mattoni e ossatura in c. a; copertura piana su soletta in c. a.; all’interno un cilindro in c. a. del diametro di ca. 3 m., rivestito in ceramica antiacida. Sono collegate alla sommità da un elemento-ponte che permetteva il passaggio del personale addetto al reparto; alla torre Nord è addossato un corpo cilindrico in mattoni, alla cui sommità un tempo c’era la lama del fascio, che contiene un montacarichi e una scala a chiocciola,; alla torre Sud è addossato un parallelepipedo in vetro-cemento con all’interno un montacarichi. Il paramento in mattoni faccia a vista è ritmato da aperture verticali, leggermente strombate, a tutta altezza. Il basamento rettangolare ha aperture circolari sui prospetti Nord e Est, a Sud l’ingresso.