La taglierina trinciava la canna/legno, nei grandi bollitori subiva una cottura con bisolfito di calcio, nelle vasche dette sabbiere la cellulosa grezza subiva un primo lavaggio, poi una seconda cottura dove veniva immersa in soda caustica per privarla della silice e delle emicellulose; nelle olandesi di sbianca e lavaggio a contatto con l’ipoclorito di sodio diveniva candida; alle continue si formava il nastro di cellulosa, poi inviato all’essiccatoio e alla taglierina che lo riduceva in fogli.
Il complesso ha una pianta rettangolare; è costituito da un lungo corpo orizzontale inframmezzato da due emergenze verticali dove erano situati i grandi e i piccoli bollitori; ha strutture orizzontali in c. a. e travi di acciaio; strutture verticali in muratura di mattoni e ossatura in c. a; copertura piana, a volta e a shed con ossatura portante a travi e capriate in c. a.. L’esteso complesso è formato da volumi diversi che trovano unitarietà nell’uso del mattone faccia a vista, e nelle ampie finestrature rettangolari a tutta altezza, spesso incorniciate da strombature, che ne percorrono interamente i prospetti; gli infissi sono quadrettati. Alcuni reparti hanno il timpano a coronamento.