Le Scuderie Pozzo (ex) si collocano nella parte più a Nord di via Albertone del Colle, nella parte occidentale della cittadella fortificata, adiacente all’omonimo palazzo e del quale costituivano ambienti di servizio. A pianta rettangolare, l’edificio si sviluppa per due livelli fuori terra e piano sottotetto, quest’ultimo probabile aggiunta tardo ottocentesca realizzata in seguito a rimaneggiamenti dell’immobile. Al piano terra si rileva in posizione centrale rispetto alla facciata un portale bugnato, con conci sfalsati in pietra tufacea e imposte e chiave di volte dell’arco a tutto sesto in pietra calcarea, con caratteri del tutto analoghi ai portali dell’adiacente palazzo. A sinistra, si legge, inoltre, la presenza di un preesistente foro a sesto ribassato (si conservano lo stipite destro e parte dell’arco), che testimonierebbe l’origine due- trecentesca della struttura, ed un portale architravato, realizzato con elementi in pietra tufacea fortemente degradata. Su ciascuno degli elementi costituenti i portali sono ancora leggibili i numeri della catalogazione realizzata all’indomani degli eventi sismici. Completano la configurazione del piano terra, a sinistra e a destra del portale principale, finestre quadrate con inferriata e semplice cornice lapidea, oggetto di recente rifacimento. Al piano primo le finestre, rettangolari e prive di cornice, non presentano particolari elementi decorativi, fatta eccezione per il foro architettonico al di sopra del portale d’ingresso, che traccia insieme ad esso l’ideale asse di simmetria del prospetto: una finestra centinata con terminazione ad arco tutto sesto, perimetrata da piedritti e ghiera dell’arco a conci in pietra calcarea.
Le finestre del piano sottotetto, infine, sono quadrate e prive di elementi decorativi.
Lievemente differente la configurazione della facciata prima dei sismi del 1976: in un’immagine di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia (reperibile cliccando sul riquadro "VISITA IL SITO" posto in basso), all’interno della scheda relativa a Palazzo Pozzo, priva di data, ma anteriore al 1973 (data di un’ulteriore immagine di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia allegata alla scheda cartacea di catalogo) si notano diversi dettagli oggi modificati dalla ricostruzione post sismica. Il portale al piano terra risultava in parte murato e all’interno della sua luce si apriva una finestra quadrata, al di sopra della quale si legge un piccolo arco di scarico a sesto ribassato. Tale soluzione strutturale è leggibile anche al di sopra dell’architrave dell’adiacente ingresso a sinistra e di alcune finestre al piano primo. Le restanti due finestre al piano terra presentavano semplice cornice in intonaco, mentre la terza finestra del piano primo doveva essere in origine ad arco a tutto sesto, come leggibile dalle tracce nella muratura. Della monumentale finestra centinata di legge unicamente l’arco, mentre il foro risulta murato e in parte occupato da un’altra finestra. Nella presa del 1973 la configurazione è sostanzialmente analoga.
Di probabile origine duecentesca (come la maggior parte degli edifici all’interno della cittadella fortificata e come testimoniato dalla traccia di precedente foro a sesto ribassato in facciata), l’immobile denominato “Scuderie Pozzo” deve la sua configurazione attuale (sebbene ricostruita) alle modifiche avvenute nel corso dei secoli XVII e XIX, epoca in cui l’edificio - in origine a due piani – venne fortemente rimaneggiato in seguito ad un incendio e probabilmente innalzato di un piano. Intorno al 1870, inoltre, i Pozzo proprietari dell’immobile e dell’omonimo palazzo si trasferirono, lasciando le strutture in stato di abbandono e vendendole a lotti. In uno schema del rilievo di danno allegato alla scheda cartacea e redatto dall’architetto Carlo Santamaria nell’agosto del 1979, si deduce che i danneggiamenti subiti dall’edificio fossero ingenti: il fabbricato risultava crollato per l’intero secondo piano e buona parte del primo, mentre restavano in opera lo stipite destro del portale architravato, la muratura alla sua destra e solo parte del portale con arco a tutto sesto. Dallo schema, inoltre, si deduce anche che la seconda finestra a destra del portale sia il risultato della modifica di un precedente foro porta, come testimonia la “lacuna” delle strutture lapidee superstiti lasciate a vista e sulle quali si innestano gli alzati ricostruiti.
L’edificio, distribuito su due livelli fuori terra e piano sottotetto, presenta strutture in elevato in muratura in pietra, con conci sommariamente squadrati e posti in opera a corsi regolari, intonacata di colore bianco crema. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.
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Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991