Palazzo Pozzo (ex), Venzone

Localizzazione
Venzone (UD)
Oggetto
palazzo
Denominazione
Palazzo Pozzo (ex)
Ambito culturale
maestranze friulane (?)
Uso storico
abitazione
Uso attuale
abitazione
Codice scheda
A_2886

Palazzo Pozzo (ex) si colloca nella parte più a Nord di via Albertone del Colle, nella parte occidentale della cittadella fortificata, e affaccia sulle vie Albertone del Colle e Pietro Petrolo a Nord. A pianta quadrata con le quattro ali a formare una corte centrale, l’edificio si sviluppa per tre livelli fuori terra e conserva su buona parte dei prospetti alcuni elementi seicenteschi originali. Al piano terreno, su via Albertone del Colle, la configurazione della facciata è quasi perfettamente simmetrica e l’ideale baricentro del prospetto è costituito da un monumentale portale a tutto sesto, caratterizzato da conci sfalsati ed in parte bugnati (le due imposte e la chiave di volta sono in pietra calcarea liscia). Alla sinistra del portale si aprono due portoni architravati di recente fattura, realizzati in seguito a interventi occorsi negli anni ’60 del secolo scorso. Alla destra del portale, quattro finestre quadrate dotate di inferriata ripropongono i medesimi caratteri decorativi del portale: una semplice cornice lapidea lievemente aggettante rispetto al filo facciata è intervallata da conci bugnati in pietra calcarea.
Una semplice cornice marcapiano lievemente aggettante separa il piano terra dal livello successivo e costituisce ideale piano di imposta per le finestre del piano primo: rettangolari, con cornice lapidea lievemente aggettante e con conci sfalsati bugnati, replicano la decorazione del portale al piano terra. Anche i fori architettonici del secondo e ultimo piano riprendono i medesimi caratteri decorativi.
Il prospetto Nord presenta caratteri analoghi: sette ordini di finestre allineate ed un portale interamente bugnato, spostato più a Ovest, con bugne lapidee con cromie differenti (grigio e rosa), che in origine doveva costituire l’ingresso per le carrozze. I prospetti sono rifiniti con intonaco tinteggiato di colore bianco crema, fatta eccezione per alcune porzioni della facciata su via Pietro Petrolo lasciate a vista.
I due accessi da i due portali da via Alberton del Colle a Est, da Via Pietro Petrolo a Nord immettono nella corte interna: portico con travi lignee e archi a sesto lievemente ribassato nel primo caso, tre archi ellittici per il secondo passaggio, poggianti su pilastri quadrangolari in pietra e caratterizzati da ghiera con conci sfalsati. I due portali dell’ala Est (da via Albertone del Colle) recuperano in parte elementi originali, e tra di essi una lesena di recente fattura costituisce l’appoggio per un terrazzino al piano primo. I fori architettonici che affacciano sulla corte presentano semplice cornice lapidea nella maggior parte dei casi, fatta eccezione per alcune porte con cornice a conci sfalsati. Le finestre del piano secondo delle ali Sud, Ovest e Nord sono di forma ellittica. Le ali Sud e Nord (corrispondenti ai due corpi originali, poiché i restanti edifici sono oggetto di ricostruzione piuttosto recente) sono completate da ballatoi con piana in pietra retti da mensole lapidee, analogamente ad altri edifici nobiliari venzonesi (si veda il vicino palazzo Orgnani – Martina).
Anche i prospetti prospicienti la corte sono intonacati di colore bianco, fatta eccezione per alcune porzioni di muratura lasciate a vista.

All’epoca dei sismi del 1976 i corpi Ovest ed Est risultavano del tutto o in gran parte demoliti, a causa dell’abbandono del palazzo da parte dei Pozzo già a partire dal secolo XIX. In una immagine di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia (reperibile cliccando sul riquadro "VISITA IL SITO" posto in basso) allegata alla scheda cartacea e datata 1973 è visibile il portale su via Albertone del Colle, ma l’edificio risulta demolito a partire dalla soprastante cornice marcapiano; una seconda fotografia dello stesso rilievo ritrae, invece, il prospetto Nord, rivelando una configurazione analoga a quella attuale, ma con alcune modifiche dei fori architettonici: finestre di dimensioni differenti, in parte dotate di trabeazione modanata, ma tutte prove del decoro a conci bugnati oggi visibile. Sempre al medesimo indirizzo, infine, è reperibile la scheda di rilievo del danno di data 3 agosto 1976, dopo il primo sisma, che rivela che i due corpi superstiti avevano subito ingenti danni e crolli consistenti. La sua ricostruzione, completa dei corpi Est e Ovest, è stata realizzata tra il 1985 e 1988, recuperando i caratteri seicenteschi e cancellando in buona parte gli interventi incongruenti degli anni Sessanta.

Di probabile origine duecentesca (come la maggior parte degli edifici all’interno della cittadella fortificata), Palazzo Pozzo deve la sua configurazione attuale (sebbene ricostruita) alle modifiche avvenute nel corso del XVII secolo, che hanno trasformato l’immobile in uno degli esempi di residenza nobiliare venzonese insieme al vicino palazzo Orgnani – Martina. Originariamente collegate alle adiacenti scuderie (attualmente trasformate in abitazione), il palazzo appartenente alla famiglia Pozzo fu abbandonato nel corso dell’Ottocento, quando la famiglia si traferì presumibilmente a Verona: già all’inizio del secolo, tuttavia, l’ala Ovest era in gran parte crollata a causa dell’incuria. In questo periodo l’immobile, che era stato danneggiato da un incendio, venne venduto a lotti. Nei primi anni del secolo scorso i piani primo e secondo dell’ala Est su via Alberton del Colle crollarono e nel 1910 furono effettuati degli interventi sulle strutture angolari. Nel corso del Novecento, in particolare nel 1966 e nel 1967, vennero edificati corpi edilizi incongruenti con il palazzo rispettivamente a destra e a sinistra del portale bugnato. Tali edifici, fortemente danneggiati dai sismi del 1976, vennero demoliti per poi restituire una configurazione più simile all’originale all’intero fabbricato, ricostruito con un intervento di ricostruzione filologica tra il 1985 ed il 1988.

L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra, con conci sommariamente squadrati e posti in opera a corsi regolari, intonacata di colore bianco crema. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.

BIBLIOGRAFIA

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1971

Bellina A., L’anastilosi nella ricostruzione del Friuli, in Bollettino dell'Associazione Amici di Venzone, Udine 1981, Anno XV – 1986

Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991

Dove si trova