Palazzo Colloredo (ex) si colloca nella parte più a Nord di via Albertone del Colle, nella parte occidentale della cittadella fortificata. Distribuito su una pianta a “L”, l’edificio si sviluppa per tre livelli fuori terra ed è probabilmente il risultato dell’accorpamento di più fabbricati attigui. Al piano terra si rileva la presenza di un portale centinato che sancisce un ideale e imperfetto asse di simmetria della facciata; caratterizzato da piedritti e conci lapidei a vista, il portale recupera elementi originali, ascrivibili con buona probabilità ai secoli XII - XIII; analogamente, la porta architravata nella porzione più a Nord e il piccolo ingresso centinato a Sud, in parte con elementi a vista (lo stipite destro risulta intonacato), sono ricostruiti recuperando i blocchi lapidei originali. Le tre finestre a Nord sono perimetrate da semplice cornice lapidea, lievemente aggettante rispetto al filo facciata, e ricostruita ove possibile con elementi lapidei originali. Una piccola finestra rettangolare, collocata tra i due portali centinati, non presenta elementi peculiari e non risulta allineata ai precedenti, avvalorando l’ipotesi che si tratti di una modifica successiva e recente.
I fori finestra dei due piani superiori, generalmente non allineati a quelli appena descritti, presentano le medesime caratteristiche: davanzale lapideo lievemente modanato, piedritti in pietra, capitello decorato, echino con guttae squadrate e collarino con triglifi, terminazione ad arco a tutto sesto con decoro a guttae e cornice modanata. Parte degli elementi lapidei, ascrivibili al secolo XVI, sono oggetto di recupero di precedenti fori due- trecenteschi.
L’intero prospetto è rifinito con intonaco tinteggiato di colore bianco crema, sebbene ampie porzioni risultino sfogliate, in contrasto cromatico con il colore bianco della pietra calcarea impiegata per gli elementi architettonici prima descritti
Lievemente differente la configurazione della facciata prima dei sismi del 1976: in una fotografia di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia (allegata alla scheda cartacea di catalogo e datata 1973), si nota un diverso ritmo delle aperture al piano terra. Nella porzione più a Nord vi era una porta architravata, oggi trasformata in finestra, mentre al posto dell’attuale porta vi era un foro finestra, sebbene siano leggibili gli elementi lapidei che caratterizzano il foro attualmente visibile; il portale centinato era sostituito da una semplice porta architravata, mentre la porta a Sud, centinata, risultava molto più ampia e con un elemento curvilineo in malta a chiusura del foro, superiormente. L’intero edificio, come deducibile dall’immagine, non versava in buone condizioni di conservazione, sebbene il prospetto su via Albertone del Colle abbia resistito ai sismi.
Una configurazione analoga è leggibile anche nell’immagine di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia (reperibile cliccando sul riquadro "VISITA IL SITO" posto in basso), non datata ma precedente alla presa del 1973, sebbene le lunette delle finestre centinate dei piani primo e secondo risultino murate.
Di probabile origine duecentesca (come la maggior parte degli edifici all’interno della cittadella fortificata), Palazzo Colloredo deve la sua configurazione attuale (sebbene ricostruita) alle modifiche avvenute nel corso del XVI secolo, che – analogamente a numerosi altri edifici venzonesi - hanno comportato la modifica dei fori architettonici (in particolare dei piani primo e secondo) e l’ampliamento del fabbricato verso Sud. Nel corso del secolo XIX, inoltre, si suppone che porte e finestre del piano terra avessero subito modifiche dovute alla suddivisione della proprietà.
Durante i lavori di ristrutturazione degli interni della porzione più a Sud dell’edificio, avvenuti nel 1972, vennero in luce tavolette ed affreschi ascrivibili al secolo XVI (dei quali non si hanno notizie tra gli elementi di pregio recuperati secondo quanto riportato nella scheda del rilievo dei danni del 7 agosto 1976 (reperibile cliccando sul riquadro "VISITA IL SITO" posto in basso); l’anno successivo vennero modificate le aperture del piano terra con la riapertura di un portale ad arco ribassato, mentre un altro ingresso venne murato.
Quasi completamente distrutto dai sismi del 1976 (ad eccezione della facciata prospiciente via Alberton del Colle), palazzo Colloredo venne restaurato in due momenti differenti: il corpo più a Sud fu completato nel 1982, mentre la parte a Nord, più danneggiata già prima dei sismi, venne ricostruita nel 1985.
L’attribuzione del palazzo alla famiglia Colloredo non è certa: ne parla Antonio Joppi nei suoi scritti, a metà Ottocento, attribuendo ai Colloredo il palazzo accanto ai Biancone.
L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra, con conci sommariamente squadrati e posti in opera a corsi regolari, intonacata di colore bianco crema. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.
Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1971
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Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988
Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991