Edificio Barbon, Venzone

Localizzazione
Venzone (UD)
Oggetto
palazzo
Denominazione
Edificio Barbon
Altra denominazione
Palazzo Radiussi (ex)
Ambito culturale
maestranze friulane (?)
Uso storico
abitazione - magazzino
Uso attuale
abitazione e negozi
Codice scheda
A_2897
Iscrizioni

Palazzo Barbon si colloca all’angolo tra Piazza Municipio e via Mistruzzi, nella parte centro settentrionale della cittadella fortificata. Probabile risultato dell’accorpamento di più edifici contigui, data la differenza delle quote di gronda e la mancata simmetria dei prospetti, l’edificio (che ha una distribuzione a “L”) presenta due prospetti fronte strada ricchi di dettagli e si sviluppa per tre livelli fuori terra. Sulla facciata su via Mistruzzi (nella quale si leggono tre diverse architetture, in origine), nella prima porzione, all’angolo con Piazza Municipio, si aprono al piano terra un portale architravato ed un finestrone ad arco ribassato, del quale sono state riposizionate in loco porzioni di stipiti e conci della volta superiore. Ai piani primo e secondo, coppie di finestre rettangolari caratterizzate da semplice cornice in malta, davanzale e architrave modanati e lievemente aggettanti rispetto al filo facciata, oggetto di rifacimento recente e in contrasto cromatico con il colore bianco dell’intonaco di finitura. Parti del prospetto sono lasciate a vista, permettendo la lettura della muratura in pietra nonché, al piano terra, del profilo di una preesistente apertura ad arco, oggi murata, caratterizzata da stipite destro ed arco in laterizio. Al piano secondo, inoltre, è leggibile la piana lapidea del davanzale di una precedente finestra, la cui presenza è testimoniata da un leggero scanso della muratura.
La seconda “campata” presenta caratteri analoghi: la sequenza finestra – porta – finestra ad arco ribassato al piano terreno, prive di elementi significativi (fatta eccezione per i davanzali lapidei dei fori finestra), e la presenza di una sola finestra ai piani primo e secondo con le medesime caratteristiche di quelle precedentemente descritte. Ben leggibili, a destra, i conci d’angolo che delimitano la struttura del civico 3 dall’edificio successivo.
La terza “campata” che costituisce il prospetto, prospiciente il nobile palazzo Orgnani - Martina, è la più ricca di dettagli significativi. Si ripete nuovamente l’alternanza di fori finestra e portali a sesto ribassato, con porzioni di cornice e di arco in pietra calcarea recuperati e lasciati a vista; significativa la presenza tra il portale del civico n. 5 e della finestrella alla sua destra (un tempo murata e riaperta in fase di ricostruzione del palazzo) di lacerti di intonaco affrescato, in cattivo stato di conservazione, con un motivo a cassettoni o riquadri geometrici di colore rosso scuro e fondo verde chiaro. Alla destra della piccola finestra si intravvedono tracce di precedenti aperture di grandi dimensioni, testimoniate dai conci lapidei lasciati a vista. Ancora più a Nord, finestra quadrata con inferriata e cornice lapidea in pietra arenaria, lievemente modanata, e portale a sesto ribassato, con conci recuperati e ancora visibili i numeri della catalogazione effettuata nel corso dei rilievi dell’immediato post sisma.
Le finestre dei piani primo e secondo riprendono i motivi precedentemente descritti, mentre alcuni elementi peculiari caratterizzano la facciata del palazzo. Al piano primo, in corrispondenza del civico n. 3, si apre una bifora fiorita, caratterizzata da colonna e semicolonne eclettiche con basamento in marmo rosa, particolarità nel panorama delle architetture di pregio venzonesi, e terminazione lobata, con cornice modanata. Alla destra, balconcino con piana lapidea con bordo modanato e decorato da fascia con ovuli e dardi e dentelli sottostanti. Tale elemento poggia su mensoloni con doppia voluta a guisa di foglia d’acanto, mentre altri motivi floreali, inscritti entro cassettoni decorano le porzioni laterali. All’incrocio tra le due volute, si legge la presenza di uno scudo recante iscrizioni: lo stemma della famiglia Bidernuccio a sinistra, lo stemma dei nobili Pozzo attorniato dalle lettere A – B in alto e N – P in basso a destra, e l’iscrizione LAUS DEO 1491 (dove??) che testimonierebbe la data di realizzazione del balconcino. La balaustrina soprastante, in pietra, è realizzata con colonnine dal capitello con motivi naturalistici ed elementi angolari a base quadrata, sopra i quali poggia un elemento ornamentale. La porta finestra che apre sul balcone presenta cornice lapidea di recupero e medaglione al centro dell’architrave, con l’iscrizione IHS entro un sole stilizzato.
Al piano secondo, un’altra bifora murata, non allineata alla prima, presenta alcune differenze. a terminazione lobata, gli archi poggiano su un’unica colonnina centrale, priva di particolari elementi ornamentali, e tra di essi si apre un oculo circolare. In prossimità degli stipiti lacerti di affresco con motivi geometrici, probabilmente analoghi a quanto rinvenuto al piano terra, di colore rosso scuro, mentre gli intradossi degli archi sono decorati con affresco a tema naturalistico (fiori bianchi e verdi su fondo rosso scuro). La bifora presenta caratteri analoghi ad altre finestre presenti in via Patriarca Bertrando.

Meno significativo e forse oggetto di maggiori modifiche il prospetto su Piazza del Municipio, caratterizzato dalla presenza di un portale architravato nella sua porzione centrale, i cui stipiti e piattabanda sono realizzati a conci sfalsati a imitazione di bugnato rustico. Presente un panduro in chiave di volta. Le aperture dei piani superiori presentano le stesse caratteristiche dei fori finestra su via Mistruzzi. Leggibile, tra le due “campate” costituenti la facciata, la fascia di conci angolari in pietra che un tempo delineavano l’ingombro, probabilmente, di un’antica torre demolita nel tardo Trecento.

Data la superficie e la ricchezza di particolari, palazzo Barbon era forse parte, in origine, del grandioso Palazzo Radiussi, che occupava l’isolato tra le odierne via Albertone del Colle, Piazza Municipio e via Mistruzzi e che oggi, invece, affaccia unicamente sulla piazza principale.
Di origine duecentesca come buona parte delle strutture venzonesi (lo testimonierebbero la bifora al secondo piano – analoga ad altre di edifici all’interno della cittadella fortificata - e le strutture ad arco a sesto ribassato - forse ingressi a botteghe al piano terra, come si ipotizza per l’antistante palazzo Orgnani Martina), l’architettura ha subito probabili rimaneggiamenti nel corso del secolo XV, data la tipologia dei fori architettonici, i caratteri e l’iscrizione “LAUS DEO 1491” della balaustrina, e forse l’accorpamento di più strutture attigue, dal momento che risultano ancora leggibili conci angolari che – sebbene riposizionati nella ricostruzione – raccontano un’interruzione nella cortina muraria. Altre modifiche sarebbero occorse ai fori architettonici anche nel secolo XIX. Analogamente ad altri nobili palazzi venzonesi (Orgnani - Martina, Zinutti), anche palazzo Barbon conservava diversi affreschi nei suoi ambienti nobili, perduti con i sismi del 1976, che danneggiarono gravemente l’edificio. Restauro e ricostruzione furono ultimati tra il 1986 e il 1987, lavori durante i quali furono messi in luce, nella strombatura di una finestra al piano terra, lacerti di un affresco tardo quattrocentesco, rappresentante una scena cortese.

L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra a corsi regolari e conci di dimensioni variabili, in parte intonacata e tinteggiata di colore bianco (tranne la porzione più a Est su Piazza Municipio, di colore giallo crema), con alcuni dettagli (cornici, architravi, cantonali) a vista o realizzati in malta di colore grigio chiaro. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.

BIBLIOGRAFIA

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1971

Clonfero G., Stemmi e contrassegni di Venzone, in Venzon, Udine 1971

Clonfero G., Scritte scolpite e dipinte a Venzone, in Venzon, Udine 1971

Bellina A., L’anastilosi nella ricostruzione del Friuli, in Bollettino dell'Associazione Amici di Venzone, Udine 1981, Anno XV – 1986

Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991

Dove si trova