Palazzo Comunale, Venzone

Localizzazione
Venzone (UD)
Oggetto
palazzo
Denominazione
Palazzo Comunale
Ambito culturale
maestranze friulane (?)
Uso storico
luogo di assemblea - aula di tribunale - deposito merci
Uso attuale
centro espositivo e culturale - uffici
Codice scheda
A_2906
Iscrizioni

Collocato nella porzione occidentale della cittadella fortificata e affacciato all’antistante piazza, il Palazzo Comunale si compone di due edifici a pianta sostanzialmente rettangolare e disposti perpendicolarmente uno rispetto all’altro: il primo, parallelo all’antistante piazza, è l’immobile trecentesco (sebbene diverse volte ricostruito), mentre il secondo, con pianta a “L” e disposto rispetto all’asse Nord – Sud, costituisce un ampliamento successivo.
Il corpo più antico si sviluppa per due livelli fuori terra, costituiti da un loggiato al piano terreno, accessibile mediante sette arcate a tutto sesto (quattro sul fronte principale, tre sui fronti minori) ed un arco rampante, in corrispondenza del corpo scale esterno che consente l’accesso al livello superiore, ed un salone consiliare di identica superficie al piano primo.
La loggia è ancor oggi riccamente decorata, nonostante i gravi danni subiti nei secoli: si conserva un lacerto di affresco sulla parete Nord, risalente al 1582 e realizzato da Pomponio Amalteo, un allievo del Pordenone. Tre i riquadri ancora leggibili: in quello di sinistra, fortemente mutilato dai terremoti del 1976, allegorie delle Virtù (Carità, Giustizia e Prudenza e, in basso, la Pace che rincorre la Discordia); nel pannello centrale Vergine in trono con Bambino, tra i Santi Andrea e Giovanni Battista e, in basso, il Leone di San Marco della Serenissima; in quello di destra, infine, altre allegorie di Virtù (Temperanza, Fortezza, Abbondanza). Le opere furono restaurate tra il 1977 e il 1978. Al di sopra del pannello centrale si conservavano (e, in parte, si conservano ancora oggi) alcune massime in latino, nella trabeazione dipinta che intercorre tra le mensole lapidee su cui poggiano le travature lignee del loggiato. Anche le parti in legno tra l’orditura secondaria del solaio risultano decorate da tavolette policrome a tempera, raffiguranti motivi floreali, figurativi e stemmi.
Al piano superiore trova spazio la sala consiliare, accessibile dallo scalone esterno. Due nicchie con terminazione ad arco acuto, rispettivamente sulle pareti Ovest ed Est, ospitano una Madonna con bambino della seconda metà del XVI secolo e una statua bronzea del Patriarca Bertrando, opera dell’artista locale Davide Clonfero del 1989. Sulla parete Sud, lacerti di affresco collocato nel 1959 e proveniente da una vicina abitazione, già mutilo, ma ulteriormente danneggiato dai sismi del 1976: rappresenta Sant’Eligio, protettore dei maniscalchi, e due cavalieri giostranti, entro cornici a motivi floreali e geometrici. Anche questi affreschi sono stati restaurati dai professionisti prima citati tra il 1977 e il 1978. Una seconda stanza, in origine prigione superiore, è oggi sede di numerose mostre.
All’esterno, il palazzo Comunale è quasi interamente rivestito da un paramento in calcare di Aurisina, fatta eccezione per la porzione di ponente, corrispondente alle finestre rettangolari, realizzato in arenaria, e la fascia sommitale, intonacata. Al piano terra, le arcate di accesso alla loggia poggiano su pilastri con base e capitello lievemente modanati, mentre lo scalone d’accesso alla sala consiliare presenta numerosi dettagli di pregio: un pilastro con capitello gotico-fiorito e colonnine tortili affiancate a reggere il pianerottolo, archetti rampanti che fungono da ideale appoggio per i gradini, cornice degli archi rampanti a conci sfalsati e mensoloni modanati in pietra a reggere il pianerottolo. Al piano primo, significative le cinque bifore gotico fiorite, con arco trilobato e oculo quadrilobato centrale, racchiuse da archi a sesto acuto retti da pilastrini e semicolonne con capitello fiorito; tutti gli elementi (ad eccezione di opportune integrazioni successive) sono realizzati in pietra vicentina di colore giallo chiaro. Le finestre nella parte di ponente (risultato della ricostruzione tardo cinquecentesca) poggiano su una cornice marcapiano e sono perimetrate da cornice modanata, sormontata da timpano triangolare; tutti gli elementi sono realizzati in calcare rosa locale, similmente ad altri dettagli su edifici nobiliari attigui (es. l’antistante palazzo Radiussi). La porta d’ingresso alla sala consiliare, infine, è perimetrata da molteplici cornici modanate e sormontata da un timpano archiacuto, ornato con motivi lobati stilizzati.

Numerosi i dettagli decorativi incastonati sulle facciate. Sul prospetto prospiciente via Glizoio di Mels, a Est: al piano terra anello metallico (sostituzione risalente al 1959) per i condannati, al piano primo stemma della città di Udine con la scritta “GENIO UTINENSI” del 1579 a sinistra, e – infine – tra le due bifore scritta laudatoria a Giulio Savorgnano (soprintendente alle fortificazioni) risalente al 1577 e stemma, ricostruito nel 1984 dopo essere stato distrutto dai bombardamenti del 1945. Nella torre angolare, a Est: nicchia con Leone di San Marco, affiancato nell’ordine dagli stemmi del Doge Donati e della comunità di Venzone; nella porzione d’angolo, dall’alto in basso, stemmi dei luogotenenti veneti Contarini (secolo XVII) e Foscarini (1602), ricostruiti nel 1984; infine, orologio diviso in ventiquattro spicchi. Sul lato prospiciente la piazza, invece, stemmi cinquecenteschi dei Gorto, del Comune di Venzone e dei Biancon (ricostruito nel 1984), nonché orologio diviso in dodici spicchi. La facciata a Nord è arricchita da aquila (rappresentante lo Stato patriarcale di Aquileia) e stemma del Comune di Venzone tra le prime due bifore; sotto quest’ultimo elemento, scudi con stemmi delle famiglie Radiussi, Bencivenga o Venuti, Savorgnano, Michisotto e Rizzardis, deputati alla costruzione del palazzo comunale. Incisa, nelle pietre sottostanti, un’iscrizione in latino. Nella chiave d’arco della seconda bifora, mano benedicente e iscrizione in latino. A destra, ancora, stemma del luogotenente Antonio Grimani e stemmi delle famiglie Candin e Stella, con relative iscrizioni. Sopra al portale, stemma dei Colloredo (ricostruito nel 1984), mentre tra le finestre timpanate, dall’alto in basso, stemmi dei Candido e della Comunità di Venzone, qui murati in sostituzione di quelli dei Petrolo e Simotino perduti nel 1945.

Il Palazzo è completato, a Ovest, dall’edificio che ospita gli Uffici Municipali, costruito tra il 1978 e il 1981 grazie al contributo dell’American Italian Federation of Louisiana e della Regione Friuli Venezia Giulia. Non presenta particolari elementi, ma riprende il tema della loggia, pur con linee contemporanee e semplificate, attraverso l’apertura di grandi arcate a tutto sesto al piano terreno; semplici finestre quadrate con cornice lapidea si aprono al secondo livello, mentre una fascia caratterizzata dall’alternarsi di pieni e vuoti decora la porzione sommitale dell’edificio.

Costruito tra il 1390 ed il 1410 su preesistenze duecentesche, il Palazzo del Comune subì numerose modifiche nei secoli. La parte di ponente, infatti, fu distrutta nel 1571 da un incendio doloso, che comportò anche la perdita degli Archivi comunale e della Pieve, e fu ricostruita tre anni più tardi, nel 1574, apportando alcune modifiche: le bifore gotiche, infatti, furono sostituite dai finestroni timpanati. Il palazzo fu ricostruito anche grazie all’aiuto della Comunità di Udine, che i Venzonesi ringraziarono apponendo lo stemma ed una scritta sul prospetto verso levante. Risalgono al 1582 i lacerti di affreschi di Pomponio Amalteo, allievo del Pordenone, raffiguranti le allegorie delle Virtù, una Vergine con Bambino e diverse massime scritte in latino (in gran parte perdute). Tali iscrizioni erano ai giudici venzonesi, dal momento che gli spazi della loggia, oltre a deposito merci, furono impiegati nei secoli anche come aula di tribunale.
Nel 1878 subirono un radicale restauro le cinque bifore gotiche, ma pochi decenni più tardi, il 15 gennaio 1945, il palazzo fu completamente distrutto da un bombardamento alleato: ricostruito dal 1952 al 1959, grazie a un finanziamento concesso dall’allora Ministero della Pubblica Istruzione e sotto la diretta responsabilità della Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie del Friuli Venezia Giulia, venne riedificato seguendo la metodologia dell’anastilosi, ricollocando gli elementi lapidei recuperati e integrando le parti mancanti con pietre differenti. Gravemente danneggiato dai terremoti del 1976, il palazzo fu integralmente ricostruito a partire dalle fondazioni tra il 1979 e il 1984, ancora una volta per anastilosi, mediante smontaggio e rimontaggio di ciascuno degli elementi; il restauro degli affreschi superstiti avvenne qualche anno prima, tra il 1977 e il 1978, per opera dei restauratori Clauco Benito Tiozzo e Vanni Mira e furono ricollocati in opera nel 1984. Gli stessi professionisti recuperarono anche i lacerti di affresco sulla parete Sud dell’aula superiore, collocato nel 1959 e proveniente da una vicina abitazione, già mutilo, ma ulteriormente danneggiato dai sismi del 1976: rappresenta Sant’Eligio, protettore dei maniscalchi, e due cavalieri giostranti, entro cornici a motivi floreali e geometrici.
Coeva a questi interventi la realizzazione della nuova ala, il Palazzo degli Uffici Municipali, costruito tra il 1978 e il 1981 grazie al contributo dell’American Italian Federation of Louisiana e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Il palazzo del Comune, distribuito su due livelli fuori terra, presenta paramento in pietra calcarea e arenaria (porzione a Ovest) disposto a corsi regolari, con alcuni dettagli (cornici, archi, elementi lapidei) in pietra vicentina o calcare rosa locale. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio. Il palazzo degli Uffici Municipali, distribuito su due livelli fuori terra, presenta strutture in elevato e di orizzontamento in c.a., i prospetti sono intonacati e tinteggiati di colore giallo; manto di copertura in coppi, in laterizio.

BIBLIOGRAFIA

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1971

Clonfero G., Stemmi e contrassegni di Venzone, in Venzon, Udine 1971

Clonfero G., Scritte scolpite e dipinte a Venzone, in Venzon, Udine 1971

Bellina A., L’anastilosi nella ricostruzione del Friuli, in Bollettino dell'Associazione Amici di Venzone, Udine 1981, Anno XV – 1986

Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988

Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991

Clonfero G., Il Palazzo Comunale di Venzone, in Sot la Nape, Udine 1994, n. 1 aprile – 1994

Dove si trova