Il Centro Servizi Portuali a Lignano Sabbiadoro, in località Punta Faro, è sito all'interno della darsena di Punta Faro, attualmente uno dei più grandi porti turistici dell'Alto Adriatico, e accoglie le funzioni necessarie alla gestione del porto turistico. Offre servizi per la nautica e officine specializzate, ma anche negozi, bar, ristoranti. E' un edificio isolato e costruito con i fronti principali a ridosso dell'acqua mentre i restanti lati prospettano verso una piccola piazza. Il complesso, costituito dall'unione di quattro corpi di diversa forma e orientamento, è posto all'interno di una darsena situata all'estremo della penisola di Lignano: un parallelepipedo a copertura piana, ruotato rispetto al resto dell'edificio; una "cerniera" circolare dotata di una lunga rampa esterna con copertura a cupola; un lungo corpo a pianta rettangolare servito da ballatoi su diversi livelli riparati da un'ampia facciata inclinata costituita da un brise soleil in ferro; una torretta con copertura a falda unica a forte pendenza che funge da unione con il "ponte" sopraelevato che accoglie una sequenza di piccoli parallelepipedi coperti da voltine. Questi elementi concorrono a creare un articolato percorso che si sviluppa a partire dalla rampa posta in diagonale tra i primi due corpi, prosegue nei ballatoi sui vari livelli della parte centrale e si conclude nel passaggio in quota del "ponte". Varie scalinate e rampe, interne ed esterne, consentono il collegamento interno e l'accesso esterno ai vari livelli su cui il complesso è strutturato. La diversità delle tecniche costruttive adottate (calcestruzzo armato e ferro) contribuisce ad aumentare la varietà delle situazioni spaziali presenti. L'immagine globale che l'edificio dà di sè è articolata ma fortemente unitaria: gli elementi più significativi sono costituiti dall'assemblaggio dei volumi distinti e ben riconoscibili (apparentemente sconnessi tra loro e dissonanti), dalla diversità di trattamento dei prospetti esterni (inizialmente i colori dominanti erano il rosso mattone e il verde, il blu e il rosa) e della complessa articolazione e varietà delle soluzioni spaziali. L'edificio, come altri realizzati dallo Studio Nizzoli, richiama la progettazione americana coeva e ha un peso e un impatto del tutto nuovi, come insolito è anche l'uso dei materiali e del colore (modificato poi da interventi manutentori).
Tra i vari concetti tenuti in considerazione durante la progettazione di questo complesso ci fu il "concetto di decorazione": essa era stata usata in maniera strutturale per meglio identificare i livelli di architettura dei diversi edifici e per dare l'impressione di assemblaggio in un unico edificio degli elementi compositivi. Inizialmente i colori dominanti furono il rosso mattone della cupola, di sapore orientale, e il verde della facciata inclinata e della torretta, il blu di alcuni elementi architettonici e il rosa utilizzato per dare luce. Oggi, probabilmente in seguito ad una manutenzione delle facciate, queste variazioni cromatiche si sono perse. Prevale un rosa di media intensità in tutti gli elementi intonacati; il bianco dei montanti della facciata inclinata (oggi non completamente "chiusa"), che accoglie un brise soleil di color rosa tenue, e della struttura del ponte sopraelevato, che ha perso l'azzurro delle voltine dei parallelepipedi disposti in sequenza, ora nel colore grigio della lamiera che le riveste, e il verde acceso dei basculanti di accesso, oggi sostituiti da ingressi completamente vetrati; il grigio della lamiera con cui è rivestita la torretta con copertura a falda unica.
Tecniche costruttive adottate in cemento armato e ferro.
Gravagnuolo B., Gli Studi Nizzoli. Architettura e design 1948-1983, Milano 1983