Nel 1977 lo studio Nizzoli edificò le testate, come completamento, e i punti di cerniera di un complesso residenziale già esistente di case a schiera che, insieme allo Sporting Club e al Centro Servizi Portuali, fanno parte di un unico contesto edificato sull'estrema punta nord di Lignano in località Punta Faro e realizzato intorno ad un porticciolo turistico in un'area la cui urbanizzazione risale alla fine degli anni '70: è costituito da cinque edifici, per complessivi due o tre piani, che si affacciano direttamente sul mare. Sono di differente impianto planimetrico ma tra loro tipologicamente omogenei. Gli elementi strutturali sono dati da setti e pilastri in cemento armato, così come i diversi corpi di scala; solai e coperture piane sono in laterocemento. Attualmente le pareti esterne, inizialmente rivestite in legno, sono intonacate color bianco per la maggior parte con effetto cemento. Gli unici elementi in legno presenti appartengono al complesso già precedentemente edificato: i portonicini d'ingresso e i basculanti dei locali garage al piano terra; gli scuri a scorrimento esterno a binario delle finestre ai piani. L'idea progettuale verteva sull'uso di forme e colori come parti determinanti dell'architettura, trovando nessi evidenti con la nuova progettazione americana.
Negli anni '70 furono costruiti alcuni edifici a schiera caratterizzati da un rapporto diretto con l'acqua, da cui il nome "Terramare". Il sistema costruttivo utilizzato, di tipo prefabbricato a tunnel, non permise di edificare in corrispondenza dei punti di snodo tra le varie schiere, perchè irregolari. Fu solo nel 1977 che venne chiamato lo studio Nizzoli per edificare sia le testate (i terminali) delle schiere esistenti che i punti di cerniera (gli snodi), con l'obiettivo di abbellire l'intero complesso, per un totale di cinque edifici di diversa configurazione planimetrica. Furono realizzati differenziandosi fortemente dagli edifici esistenti nell'uso dei materiali e dei colori: il rivestimento delle pareti esterne era in legno scuro e il colore era usato in modo decorativo per la definizione di figure geometriche e composizioni astratte, come fossero dei segnali visivi simbolici e allusivi. Si pensi all'antenna centralizzata per la tv di colore rosso e al vicino lampione di colore verde che proietta la sua ombra dipinta di verde in facciata, in corrispondenza di una delle due cerniere; la decorazione in rosso lungo le due costolature longitudinali della scala e il balcone triangolare chiuso da una grata con un'apertura a forma di nuovola, in corrispondenza dell'altra cerniera. I progettisti preferirono procedere non per "mimesi", cercando di legare il nuovo all'esistente con l'uso degli stessi materiali, ma per "opposizione" attraverso l'uso di materiali e colori differenti, ma sempre nel rispetto della logica dell'interazione e dell'unione tra vecchio e nuovo. Oggi, purtroppo, questa differenza materica e cromatica è venuta a perdersi probabilmente in seguito ad una manutenzione delle facciate che risultano essere, allo stato attuale, intonacate di colore bianco, per la maggior parte con effetto cemento. Questa soluzione "moderna" ha in qualche modo appiattito l'impatto visivo ed architettonico dell'intero complesso lasciandolo privo della valenza simbolica e allusiva tipica del modus operandi dello studio Nizzoli di quegli anni.
Setti e pilastri in cemento armato, così come per i diversi corpi di scala; solai e coperture piane in laterocemento.
Gravagnuolo B., Gli Studi Nizzoli. Architettura e design 1948-1983, Milano 1983