Porta San Genesio, cortina a Nord: 1571
Porta di Sopra
Porta di Sotto: 1985 - 1986
Sebbene in gran parte ricostruito, il sistema difensivo di Venzone rappresenta ancora oggi l’unico esempio di circuito di difesa rimasto integro e risalente al secolo XIII del territorio. Costituito da diversi anelli a protezione della cittadella, esso si sviluppa probabilmente sul sedime di un antico castrum romano della metà del I secolo a.C. (lo testimonierebbero gli assi viari Nord – Sud costituito da via Mistruzzi, via Glizoio di Mels – via Roma, e Est – Ovest costituito dalle vie San Giovanni e Santa Caterina, nonché alcuni reperti rinvenuti tra il 1988 e il 1990, in occasione della ricomposizione del Duomo, avvalorando l’ipotesi di una “statio” romana). È formato, nell’ordine, da: un terrapieno esterno o vallo (del quale si conservano solo pochi tratti); una strada di circonvallazione seicentesca, che ha subito nei secoli diverse modifiche o interruzioni; un profondo fossato (riempito in caso di necessità con le acque del vicino torrente Venzonassa); un secondo terrapieno (o barbacane), protetto in origine da una cinta muraria merlata più bassa e accessibile dai cortili d’arme delle tre torri portaie; una cinta di mura di altezza media m. 8.00 e larghezza m. 1.50, completata da sedici torri (due delle quali perdute nel 1571 e nel 1926, di forma rettangolare ad eccezione della torre Sud, ottagonale), di cui tre posizionate al di sopra delle porte cittadine e munite di ponte levatoio; una strada interna, che permetteva l’accesso ai corpi di guardia. Infine, quattro porte collocate secondo i punti cardinali consentono l’accesso alla cittadella, delle quali Porta San Giovanni a Ovest di recente realizzazione (1925). L’intero circuito si sviluppa per circa 1300 m di perimetro, racchiudendo Venzone in un esagono irregolare costituito da quattordici insulae interne. Tutte le strutture sono state realizzate e ricostruite in conci di pietra calcarea locale; la cinta muraria è costituita da una muratura a sacco, con paramento esterno in conci sbozzati.
PORTA DI SAN GENESIO (Est): già Senzenetto, è una delle tre torri portaie di Venzone, nonché l’unica a non aver subito modificazioni o demolizioni (eccezion fatta per i crolli dovuti ai sismi del secolo scorso); fu costruita probabilmente nel 1309 dal Duca di Carinzia, nella fase di ricostruzione delle mura. A pianta sostanzialmente rettangolare, è costituita internamente dalla torre, una struttura a due piani formata da una colta a botte al piano terra ed una struttura quadrangolare, in origine forse coperta al livello superiore; la finestra rettangolare al piano primo, corrispondente al camminamento superiore della cinta (raggiungibile da scale esterne collocate entro il perimetro della cinta stessa), è forse il risultato di una modifica seicentesca. Dallo spazio voltato è possibile il passaggio all’esterno attraverso una doppia porta, la prima ad arco a sesto ribassato e la seconda ad arco acuto, che ancora conservano nell’imbotte i fori di alloggiamento degli antichi portoni. All’esterno, due modiglioni in pietra calcarea, ricollocati nel 1967 e alloggio per l’originario ponte levatoio, e ponte in muratura che consente l’attraversamento del fossato, risalente al secolo XVII e costruito in sostituzione del primo.
Quasi completamente distrutta dalle scosse sismiche del 1976, Porta San Genesio è stata ricostruita tra il 1978 e il 1979 a cura della Soprintendenza e ad opera di maestranze locali.
PORTA DI SOPRA (Nord): della seconda torre portaia si conserva molto poco. Demolita nel 1833 insieme alla Porta di Sotto e all’antico ponte sul Venzonassa, conserva ancora oggi due frammenti dello stemma di Venzone provenienti da quest’ultima struttura. Sul lato occidentale, è presente la porzione inferiore dello scudo costituente lo stemma, sovrapposto da un’ancona religiosa in pietra tipo arenaria; sul lato opposto, il frammento superiore dello stemma, costituito da un ponte merlato a tre fornici, sormontato da un cane, una croce e due elementi floreali ai lati. In origine, vi erano collocati anche una statua di San Giovanni Nepomuceno e i resti di un capitello, sempre provenienti dal suddetto ponte, oggi non più presenti.
PORTA SAN GIOVANNI (Ovest): aperta nel 1920, è costituita da una volta a botte con intradosso intonacato che occupa l’intero spessore della cinta muraria e del barbacane esterno.
PORTA DI SOTTO (Sud): eretta in sostituzione della precedente torre portaia trecentesca, Porta di Sotto è il risultato di una ricostruzione avvenuta nel 1835. In origine costituita da una struttura voltata, la struttura attuale è costituita da un arco a tutto sesto, distrutto dal terremoto del 6 maggio 1976 e ricostruito nel 1986, come testimoniato dalla data scolpita in chiave di volta. Si conservano ancora le due spalle che costituivano l’avancorpo verso il ponte levatoio e gli accessi laterali al barbacane e alla difesa “bassa”, anch’essi con le date “1985” a sinistra e “1986” a destra scolpite sull’architrave.
Dato l’inasprirsi dei contrasti con la vicina Gemona, Glizoio di Mels (la cui famiglia aveva ottenuto Venzone in feudo dal Patriarca di Aquileia pochi decenni prima), diede inizio nel 1258 alla costruzione di una doppia cinta muraria a difesa della città, completata da un fossato esterno, ancor oggi in parte visibile (sebbene ricostruita). Passata di mano ai duchi di Carinzia, Venzone fu assediata e conquistata nel 1309 dall’esercito del patriarca Ottobono de Radiis: il duca Mainardo fu costretto così a demolire le mura, avviandone tuttavia la ricostruzione lo stesso anno, una volta tornato in possesso della cittadella, realizzano la cinta muraria (e con buona probabilità la trecentesca Porta di San Genesio, già Sanzenetto, a Est) che i viaggiatori nel tardo Ottocento ancora potevano vedere e ammirarne la solidità.
In seguito all’assedio posto dalle truppe del Patriarca Bertrando, le mura subirono lavori di rinforzo nel 1336, vanificati pochi anni più tardi: il 25 gennaio 1348, come narrato dalle cronache dell’epoca, un disastroso terremoto le danneggiò fortemente. A partire dal 1470, a causa del timore generato dalle invasioni turche, la cinta fu innalzata di circa m. 2.20, inglobando la precedente merlatura e il cammino di ronda, per far fronte alle nuove tecnologie belliche. Altri restauri furono realizzati nel 1571, come testimoniato da una targa lapidea a Nord della Porta San Genesio e epoca in cui una delle sedici torri difensive fu demolita.
Ulteriori interventi di restauro interessarono il circuito difensivo nel corso del Seicento: ripristino delle mura, realizzazione di alcune feritoie e costruzione di tre ponti in muratura in sostituzione degli esistenti ponti levatoi presso le tre porte cittadine. Una targa datata 1646, collocata a Est della Porta di Sopra e perduta con i sismi del secolo scorso, riportava l’incisione “CONTRA TURCHAS”, testimoniando che tali lavori fossero stati effettuati in previsione di un assedio turco.
Anche nel corso dell’Ottocento la cinta muraria subì alcune trasformazioni. Con la realizzazione della strada Pontebbana e il passaggio dell’asse viario all’interno della cittadella murata, nel 1833 per conto dell’allora governo austriaco vennero abbattuti le porte di Sotto e di Sopra e l’antico ponte sul torrente Venzonassa (del quale vennero recuperati uno stemma di Venzone, parte di una lesena e una statua di San Giovanni Nepomuceno, poi ricollocati in prossimità di quest’ultimo accesso alla cittadella). Nel 1835 Porta di Sotto venne in parte ricostituita: al posto della precedente volta a botte, venne realizzato un arco, con due iscrizioni in chiave di volta (una in cifre, una in caratteri romani) che testimoniavano l’anno della costruzione.
Dalla seconda metà dell’Ottocento ai primi anni del Novecento le mura attraversarono decenni di incuria ed abbandono e tratti di esse furono utilizzati come cava di pietra. Risale al 1920 l’apertura della quarta e ultima porta, Porta San Giovanni, a Ovest. Nel 1933, a causa di una nuova deviazione della Pontebbana, parte del fossato venne interrato e la strada di circonvallazione, realizzata probabilmente nel secolo XVII, interrotta.
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Venzone subì ingenti danni. Un bombardamento alleato distrusse buona parte degli edifici e un lungo tratto di mura a Nord di Porta San Genesio, il 28 dicembre 1944. Le macerie dei fabbricati distrutti furono utilizzate l’anno successivo per interrare parte del fossato a Est di Porta di Sopra. Tra il 1951 e il 1954, per opera dell’allora Soprintendenza ai Monumenti, la torre e la porta di San Genesio, insieme ad alcune altre torri in procinto di crollare, vennero restaurate.
Il 7 maggio 1965 la cittadella fortificata di Venzone venne dichiarata “di grande interesse storico-artistico) attraverso un decreto emanato dal Ministero della Pubblica Istruzione: tale riconoscimento di tutela sarebbe stato ripreso e rafforzato pochi anni più tardi dal D.M. del 30 gennaio 1981.
In seguito agli eventi sismici di maggio e settembre 1976, diverse porzioni del circuito difensivo crollarono o subirono ingenti danni: dal 1977 al 1979 l’allora Soprintendenza intervenne restaurando porta e torre di San Genesio. Risalgono, invece, agli anni ricompresi tra il 1982 e il 1986 gli interventi di restauro sulle restanti parti del circuito difensivo (sulla chiave di volta interna della Porta di Sotto è incisa la data “1986”). A partire dal 1990, infine, per opera della Comunità Montana del Gemonese, vennero restaurati i muri di sostegno del fossato.
Il sistema difensivo è costituito da murature a sacco, con paramenti esterni in conci di pietra calcarea locale appena sbozzati. L’unica torre portaia conservatasi, Porta San Genesio, si distribuisce su de livelli fuori terra e, insieme a Porta San Giovanni, è costituita nella sua parte inferiore da una volta a botte (sostituita in Porta di Sotto da un arco a tutto sesto).
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