Le custodi del tempo: le mura difensive di Venzone

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Le custodi del tempo: le mura difensive di Venzone

A causa dell’inasprirsi dei contrasti con la vicina Gemona, Glizoio di Mels diede inizio nel 1258 alla costruzione di una doppia cinta muraria a difesa di Venzone, rafforzata dal duca di Carinzia Mainardo qualche decennio più tardi. Le mura trecentesche, costruite forse su preesistenze romane (lo testimonierebbero i tratti perfettamente perpendicolari della cinta a Nord e a Est), si conservavano pressoché intatte nel secolo XIX, affascinando ancora i viaggiatori ottocenteschi. 
Sebbene quasi perfettamente integre nel loro perimetro e nella complessità del sistema difensivo, le mura di Venzone subirono diverse modifiche nei secoli. Al tardo Quattrocento, infatti, risale l’aspetto contemporaneo delle strutture difensive: ben leggibile l’imposta del tratto più alto, resosi necessario per l’avanzare dei Turchi e l’evolversi delle tecniche di guerra, che comportò la cancellazione delle guglie e del camminamento, simbolo nell’immaginario delle fortezze medievali. Delle sedici torri originarie, ben quattordici raccontano al visitatore contemporaneo il complesso sistema di difesa: tra di esse l’unica porta cittadina antica, la Porta di San Genesio, della quale si conservano ancora i modiglioni dell’antico ponte levatoio, il cortile d’arme e le scale d’accesso al camminamento. Nonostante decenni di incuria, la deviazione della strada Pontebbana all’interno della cittadella e la demolizione di due delle tre porte d’accesso alla città nella prima metà dell’Ottocento, e nel Novecento, l’apertura della porta occidentale di San Giovanni, le mura resistettero allo scorrere del tempo, mantenendo l’impianto originario in quasi tutta la sua totalità. Anche i bombardamenti alleati tra dicembre 1944 e gennaio 1945, che portarono alla distruzione di un largo tratto a Nord di Porta San Genesio, non riuscirono a vincere la volontà di preservare l’identità medievale della cittadella, le cui ferite furono presto risanate: tra il 1951 e il 1954, infatti, la torre e la porta di San Genesio ed alcune altre torri in procinto di crollare vennero restaurate. Pochi anni più tardi, l’innegabile valore storico – artistico di Venzone, della città e delle sue mura, sarebbe stato riconosciuto da un decreto di tutela, rafforzato dal Decreto Ministeriale del 30 gennaio 1981. Restaurate e - per lunghi tratti - riedificate in seguito alla distruzione dell’Orcolat nel 1976, seguendo un approccio metodico e quantomai pionieristico, le mura sono oggi testimoni di una ricostruzione passata alla letteratura come “Modello Friuli” e custodi silenziose di uno spaccato del medioevo friulano, della stratificazione del tempo e di dettagli storici ed artistici che le mura delle architetture di Venzone ancora conservano.