La casa con affresco si colloca nella parte più a Nord di via Patriarca Bertrando, al civico n. 26, adiacente all’edificio denominato casa Odule e alla porzione orientale della cinta muraria. A pianta rettangolare, si sviluppa per due livelli fuori terra ed un piano sottotetto. Il prospetto principale prospiciente la via presenta una configurazione quasi perfettamente simmetrica dei fori architettonici. Al piano terra si apre un portale architravato, con architrave lapideo di sostituzione e stipiti realizzati con conci di recupero, dei quali le porzioni inferiori di una pietra molto porosa e danneggiata; alla destra, una piccola finestra quadrata, dotata di semplice cornice lievemente aggettante oggetto di rifacimento e inferriata. Al piano primo, allineate ai fori architettonici appena descritti, due finestre con terminazione ad arco a tutto sesto: davanzali, stipiti e conci degli archi (visibili nella finestra di sinistra) sono oggetto di recupero di elementi preesistenti. Inoltre, al di sotto della finestra di destra sono ben leggibili due elementi lapidei, probabilmente parte di un foro di maggiori dimensioni tamponato nei secoli precedenti. Al piano sottotetto, infine, due semplici finestre quadrate perimetrate da semplice cornice, oggetto di rifacimento recente.
Tra le finestre dei piani primo e sottotetto è ancora ben leggibile un ampio lacerto di affresco policromo a trama geometrica, a cassettoni: a partire dal lato destro, i riquadri sono realizzati – in senso antiorario, mediante fasce di colore rosa pallido, rosso scuro, giallo ocra e rosa più acceso; al centro di ogni cassettone un tondo con fiore. Il lacerto, che doveva concludersi con una fascia sommitale diversamente decorata (ben visibile, in alto, una fascia orizzontale rosso scuro), occupa quasi integralmente la porzione centrale della facciata, ma si estende, in parte, anche nella porzione sinistra del prospetto, benché qui più danneggiato e meno leggibile.
Lievemente differente la configurazione della facciata prima dei sismi del 1976: in una fotografia di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia (reperibile cliccando sul riquadro "VISITA IL SITO" posto in basso) si nota la presenza di due piccole finestre quadrate, delle quali il foro centrale è stato murato, mentre quella di destra occupava la luce di un portale, occluso nel 1965.
Non si sono reperite notizie significative circa le origini e le modifiche di questo edificio, inserito tuttavia in un contesto di architetture duecentesche e ad uso abitazione e bottega. Probabili ristrutturazioni hanno interessato l’architettura nel secondo dopoguerra (modifica dei fori finestra del secondo piano e rifacimento del solaio del secondo piano in latero-cemento, avvenuti nel 1973) e dopo gli eventi del 1976. L’affresco è ascrivibile al secolo XV ed è l’unico esempio conservatosi di una decorazione tipica delle case venzonesi nel Cinquecento.
L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra a corsi regolari e conci di dimensioni variabili, intonacata e tinteggiata di colore giallo crema e con un lacerto di affresco cinquecentesco ancora ben conservato. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.
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Bellina A., L’anastilosi nella ricostruzione del Friuli, in Bollettino dell'Associazione Amici di Venzone, Udine 1981, Anno XV – 1986
Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988
Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991