prospetto principale, piano primo: iniziali V. C. [Valentino Calderaro (?)]
L’immobile denominato “edificio Calderari” si colloca su via Glizoio di Mels, nella parte centro meridionale della cittadella fortificata e nelle vicinanze del palazzo comunale. A pianta a “U (due ali affacciano su corte interna), si sviluppa per tre livelli fuori terra e piano sottotetto. Il prospetto principale non presenta assialità e diversi sono gli elementi peculiari che lo caratterizzano. Al piano terra, due finestre di recente fattura, con cornice lapidea lievemente aggettante, sono state realizzate nella metà del secolo scorso al posto di precedenti aperture, mentre nella porzione sinistra del prospetto si conservano un portale in pietra a sesto ribassato, ascrivibile con buona probabilità al secolo XIII, ed una finestra con le medesime caratteristiche, con davanzale, stipiti e ghiera a vista.
Ai piani primo e secondo si aprono, rispettivamente, due e tre finestre rettangolari con semplice cornice lapidea lievemente aggettante, mentre al piano sottotetto finestrelle quadrate prive di caratteri peculiari.
Due gli elementi caratterizzanti il prospetto ai livelli superiori. Il primo, uno stemma in pietra di origini quattrocentesche si colloca tra le finestre a sinistra del portale: caratterizzato da scudo circoscritto da riquadro, con gradoni a spirale merlati alla guelfa sormontati da penna, contiene al suo interno le iniziali V. C., che si riferiscono con buona probabilità al proprietario Valentino Calderaro. Il secondo, una bifora trilobata ascrivibile al secolo XIV, caratterizzata da pilastrino centrale e oculo con stella tra i lobi dei due fori architettonici; l’elemento ricorre in altri edifici della cittadella fortificata (si vedano l’edificio quattrocentesco prospiciente la via, all’angolo con via Stella, o edificio Fornera in via Patriarca Bertrando).
Il portale al piano terreno consente l’accesso alla corte interna, caratterizzata da diversi elementi degni di nota. Nell’ala a Sud si rileva la presenza di una colonna in pietra tufacea fortemente strombata, di origine duecentesca, su quali poggiano due arcate ad arco ribassato con ghiera del medesimo materiale oggi occluse da serramenti. L’ala Nord, invece, presenta loggiato caratterizzato da tre arcate ad arco ribassato ai primi due livelli, poggianti su pilastri ottagonali al piano terreno, quadrangolari al piano primo, entrambi dotati di capitello. Al piano secondo, infine, tre aperture architravate completano la loggia, realizzata con buona probabilità a cavallo dei secoli XVII e XVIII.
Di probabile origine duecentesca (come la maggior parte degli edifici all’interno della cittadella fortificata), l’edificio Calderari ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli, ma ancora conserva alcune strutture originarie ascrivibili ai secoli XIII (il portale e la finestra su strada, le arcate prospicienti la corte interna) e XIV (bifora), mentre successivi sono il portico di accesso alla corte interna, risalente al secolo XV, e la loggia su tre livelli, sei- settecentesca. Non si hanno notizie circa l’evoluzione storica o cambi di destinazione d’uso dell’immobile, mentre è noto che alcuni lavori di restauro/ ristrutturazione siano stati eseguiti nel secondo dopoguerra, con modifiche dei fori architettonici al piano terra (finestre a sinistra del portale, 1957) e interventi alla copertura.
Nella scheda del rilievo di danno datata 14 luglio 1976 e redatta dall’architetto M. Maraka (di proprietà della Soprintendenza A.B.A.P. del Friuli Venezia Giulia e reperibile online all’indirizzo: https://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/bene/dettagliobene3731529) si evince che l’edificio avesse subito danneggiamenti relativamente limitati sul prospetto fronte strada, mentre crolli consistenti interessarono il fronte interno, con impossibilità di raggiungere i livelli superiori.
Il palazzo fu ricostruito tra il 1983 ed il 1984.
L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra e piano sottotetto, presenta strutture in elevato in muratura in pietra, con conci sommariamente squadrati e posti in opera a corsi regolari, intonacate e tinteggiate di colore bianco crema, con elementi in pietra calcarea e porzioni di miratura a vista. La copertura è a falde con travi lignee e tavelle in laterizio a vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.
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