cantonali, angolo Sud-Ovest
Palazzo Zinutti si colloca nella parte più a sud di via Patriarca Bertrando, all’angolo con via Glizoio di Mels, si affaccia su Piazzetta del Duomo e la parte retrostante della chiesa.
A pianta sostanzialmente rettangolare, l’edificio si sviluppa per due livelli fuori terra ed un livello sottotetto, e si affaccia su un cortile anch’esso rettangolare. Il prospetto principale, prospiciente Piazzetta del Duomo, è caratterizzato da una distribuzione perfettamente simmetrica dei fori finestra. Il portale a sesto ribassato del piano terra costituisce l’ideale asse di simmetria della facciata, ed è costituito da due stipiti con porzione centrale con tre blocchi lievemente sporgenti a guisa di portale rustico e culminanti con capitelli che fungono dal piano d’imposta per l’arco superiore; quest’ultimo presenta i conci poggianti sull’imposta e il concio di chiave lievemente sporgenti rispetto all’arco. Gli elementi lapidei costituenti la porzione curva risultano lievemente modulati: per tale ragione, data la forma inusuale, si ipotizza che il portale possa essere ascrivibile ai secoli XVII – XVIII, mentre le modanature presenti su capitelli e chiave di volta possono essere riconducibili a elementi cinquecenteschi. L’intera struttura dell’arco è realizzata, salvo qualche elemento sostituito, con una pietra di tipo arenaria di colore bruno e tendenza a scagliarsi.
Le finestre del piano terra, due a sinistra e due a destra rispetto al portale, sono di forma rettangolare e perimetrate da una cornice modanata realizzata in origine con pietra di tipo arenaria e sostituite (ad eccezione di buona parte delle cornici delle due finestre alla destra del portale) con un materiale di tipo litoide. Tutti i fori finestra del piano terra sono completati da inferriata.
Al piano superiore le finestre, anch'esse di forma rettangolare, si caratterizzano per la presenza di una cornice modanata e di davanzale ed architrave lievemente aggettanti e modanati, similmente ad altri edifici ricostruiti all'interno del centro storico cittadino. Infine, i fori finestra del piano sottotetto (di forma quadrata) sono perimetrati da una semplice cornice lievemente modanata.
Il prospetto su via patriarca Bertrando, caratterizzato da un’unica campata di fori architettonici, presenta le medesime caratteristiche del prospetto principale.
Entrambi i prospetti sono rifiniti con un intonaco di colore giallo crema che lascia volutamente in evidenza nella fascia basamentale i blocchi in pietra calcarea delle murature portanti; alcune di queste pietre riportano ancora la numerazione in colore rosso realizzata nel momento della catalogazione di ciascun elemento e propedeutica alla ricostruzione degli edifici nell’immediato post sisma del 1976.
All’interno, si apre una corte caratterizzata da portico e ballatoio con parapetto in ferro battuto ascrivibile al secolo XVIII, analogamente al coevo Palazzo Orgnani – Martina. Prima dei terremoti, nella sala nobiliare posta al piano primo si conservavano decorazioni ad affresco di scuola tiepolesca tardo settecentesche, oggi perdute.
La simmetria della facciata, la posizione rispetto ad altri edifici di pregio e la presenza di elementi decorativi anche nel piano sottotetto fanno propendere per l’ipotesi che il palazzo sia stato sin dall’origine un edificio nobiliare e che la configurazione oggi visibile dell’architettura sia ascrivibile ai secoli XVII – XVIII, sebbene si collochi all’interno di un tessuto architettonico duecentesco.
Di probabili origini duecentesche, Palazzo Zinutti è uno degli edifici nobili venzonesi più integri e meglio conservati insieme al più noto Palazzo Orgnani Martina e deve la sua configurazione attuale (sebbene ricostruita) sia alle modifiche avvenute nel corso del XVI secolo, che – analogamente a numerosi altri edifici venzonesi - hanno comportato la trasformazione dei fori architettonici e forse l’innalzamento della struttura, sia ad elementi settecenteschi (il portale barocco, la balaustra interna). I primi decenni del secolo scorso risalgono alcuni interventi ai fori architettonici alla sinistra del portale: la configurazione attuale è oggetto degli interventi di ricostruzione post sisma, ma in una foto del Gabinetto Fotografico Nazionale (reperibile cliccando sul riquadro "VISITA IL SITO" posto in basso) sono visibili due finestre di dimensioni inferiori rispetto a quelle odierne e una porta architravata tra le due, incorniciate da semplice cornice in malta.
Prima degli eventi sismici del 1976, l’edificio era completato a Sud, su via Patriarca Bertrando, da un corpo di fabbrica rettangolare a un piano, del quale si conserva oggi il solo muro perimetrale esterno: un portale a sesto ribassato, duecentesco, presentava uno stemma scolpito in chiave di volta, forse di origine quattrocentesca, di un casato ignoto, mentre una meridiana dipinta decorava la facciata alla sinistra del portale. In quest’ala, inoltre, si ipotizza che fossero stati installati alcuni macchinari per una filanda, nel corso del Settecento.
Quasi interamente distrutto dai sismi del 1976, poiché ressero solo le murature in prossimità dell’angolo tra via Roma e via Patriarca Bertrando (come riportato nella scheda del rilievo di danno redatta dall’architetto M. Maraka il 7 agosto 1976 e reperibile al medesimo indirizzo), la sua ricostruzione fu completata nel 1983.
L’edificio, distribuito su tre livelli fuori terra, presenta strutture in elevato in muratura in pietra, con conci sommariamente squadrati e posti in opera a corsi regolari, ed inserti in laterizio. La copertura è a falde con travi e tavelle lignee in vista, manto di copertura in coppi, in laterizio.
Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1971
Bellina A., L’anastilosi nella ricostruzione del Friuli, in Bollettino dell'Associazione Amici di Venzone, Udine 1981, Anno XV – 1986
Fotogrammetria recupero, Fotogrammetria e recupero nei centri storici terremotati del Friuli. Gemona, Venzone, Artegna, in Bollettino dell’Associazione Amici di Venzone, Udine 1988, Anno XVI-XVII – 1987-1988
Clonfero G., Venzone. Guida storico turistica, Udine 1991