Questo utensile è composto da tre parti: una custoria in ottone, il ferro vero e proprio e un'anima. La custodia, riccamente lavorata a cesello e incisione, serve a impedire di bruciare il piano di posa del ferro. Quest'ultimo è cavo ma abbastanza pesante, ed è dotato di impugnatura lignea. L'anima consiste in un pezzo di ferro (che veniva riscaldato) che si infila nell'incavo dell'utensile ed è fermato da una paletta rialzabile posta nella parte posteriore del ferro da stiro stesso.
Ferrario E., Dieci secoli di stiratura. Storia, tecniche, strumenti, Novara 1990
Gortani M., L'arte popolare in Carnia. Il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari, Tolmezzo (UD) 1978
Pedrini A., Il ferro battuto sbalzato e cesellato in Italia dal secolo undicesimo al secolo diciottesimo, Torino 1951