Portasalasa a botticella con manico ad ansa con due rami finemente rigati e intrecciati, terminanti con fiori e foglie d'acanto. All'imboccatura incavo per il cucchiaio.
La salsiera a botticella, che differisce di poco da un'altra di proprietà dello stesso Museo (scheda 6109) ripete una forma abbastanza comune per coppe o tazze, col manico spesso costituito da figure umane o animali (si vedano le due coppe viennesi del Museo Civico di Torino, in Rosa 1966, figg. 179-180). L'ansa invece riprende l'usuale motivo decorativo dei nastri intrecciati terminanti in fiori e foglie, tanto spesso presente nella produzione delle manifatture triestine della fine del sec. XVIII. La qualità della pasta e dell'ornamentazione rendono accettabile l'attribuzione avanzata da Giovani Cossar nel suo inventario alla manifattura Santini Sinibaldi (per notizie si veda la scheda 6106). La salsiera aveva un coperchio piano con un'impugnatura "conifera" (come la definisce il Cossar nel suo inventario), coperchio che portava sul verso una sigla indecifrabile e che andò perduto durante la prima guerra mondiale.
Rosa G., La porcellana in Europa, Milano 1966
Favetta B. M., La ceramica triestina, Verona 1966
Cossar R.M., Ceramiche giuliane settecentesche, Faenza 1940