La dalmine era una grossa calzatura - in un unico pezzo di legno privo di incollatura - fatta a conca #concje#. Questo paio presenta la suola in legno alla quale è inchiodata, trasversalmente, la tomaia #il train#, in pelle. Questa, che ricopre il piede fino all'altezza del collo, era generalmente in pelle di vitello giacchè, data la morbidezza, si adattava meglio di altri cuoi alla flessione del piede.
Altri denominazioni dialettali riscontrate in Friuli sulla dalmine sono: dàlbide, dàlmide, dàrbeda, gàlmine, sgàlmare, tàlmine, tàlbide, dàmena, dàmene, dàlbidis, dalbidas, darmedos, galòce, scroi, ciuculas, galocios.
Zatti G., Malvis e stielis. Mestieri in via di estinzione, s.l. 2000
Cjase Cocel, Cjase Cocel. Museo della vita contadina, Fagagna (UD) 1998
Del Fabbro N./ Vezzi C., Scarpez e galocios. Storia delle calzature tradizionali delle nostre montagne, Udine 1992
Gortani M., L'arte popolare in Carnia. Il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari, Udine 1965
Catalogo illustrato, Catalogo illustrato delle calzature, s.l. 1930