Consiste in una sorta di cassa in legno a forma di parallelepipedo attrezzata con uno scaffale per gli attrezzi e gli oggetti personali, una mola per l'affilatura collegata ad un sistema di trasmissione, un piano d'appoggio ed un contenitore in rame per l'acqua di raffreddamento della mola. Inoltre due spallacci in cuoio inseriti in appositi fori della cassa ne consentivano il trasporto.
Quando l'arrotino Moznich Antonio vendette l'oggetto a Luigi Ciceri all'età di 63 anni con la bicicletta attrezzata per l'arrotatura (strumento successivo all'oggetto descritto), si dirigeva ad arrotare nelle zone vicine a Spilimbergo. Anche il padre del Moznich faceva l'arrotino, l'ombrellaio e l'aggiusta vetri.
Negro L., Il museo dell'arrotino a Stolvizza, in Val di Resia, in Sot la Nape, Udine 2006, LVIII, n. 6
Ciceri L., Roseans pal mont, in Resia, Udine 1967
Longhino A., Val Resia terra di arrotini, Udine 1992