Lo scalpello presenta un manico in legno troncoconico con lati tagliati. L'inserto è quadrato. Sul colletto medio è punzonata una scritta illeggibile. Il tagliente è normale rispetto al manico, leggermente curvo e scheggiato, con lo smusso o #bisello# molato all'esterno per creare scanalature concave.
Un tempo costava poco il lavoro e molto il materiale, per cui spesso gli artigiani acquistavano solo le parti che non potevano produrre da soli, come ad esempio gli utensili, cui aggiungevano poi manici personalizzati. Quando poi, i manici si usuravano, venivano rifatti. In questo caso il manico, visto il materiale e il tipo di usura, potrebbe essere stato rifatto dal figlio di Tolloi, Danilo Fracarossi, che ha utilizzato gli strumenti dopo la morte del padre.
Iacchini F., Il bottaio, in Il museo di documentazione della civiltà contadina di Colmello di Grotta, Monfalcone (GO) 1993
Storia vite vino Friuli, Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste, Udine 2017
Nerofumo Elia Fracarossi, Il nerofumo di Elia Fracarossi, Gorizia 2013
Costantini E./ Mattaloni C./ Petrussi C., La vite nella storia e nella cultura del Friuli, Udine 2007, II
Museo Documentazione Colmello Grotta, Il museo di documentazione della civiltà contadina di Colmello di Grotta, Mariano del Friuli (GO) 1993
Società Adriatica Ferramenta e Metalli, Catalogo Generale 1927, Venezia 1927