ll graffietto, detto anche truschino, è in legno verniciato. E' costituito da un corpo prismatico a base ellissoidale, dotato al centro della faccia maggiore di due fori passanti quadrati in cui scorrono due regoli. Questi sono muniti, ad una estremità, di una punta metallica ciascuno, chiamata #segnatoio#. Il prisma è attraversato da un piccolo cuneo che incastra i due regoli dopo la registrazione e un altro cuneo centrale, più grande con profilo modanato, che blocca il primo cuneo.
Il graffietto veniva utilizzato anche dai bottai per incidere il fondo di un contenitore a doghe dove realizzare la capruggine (con il caprugginatoio o #zenador#), ovvero l'incavo all'interno della botte dove va inserito il bordo del fondo. Anche il catalogo S.A.F.E.M (Società Adriatica Ferramenta e Metalli) presenta in vendita attrezzi simili, in legno o con cassa di ferro. L'attrezzo potrebbe essere appartenuto al falegname bottaio Redento Tolloi (1891-1960) di Ronchi dei Legionari, la cui attrezzatura è confluita nella collezione del museo (per informazioni consultare la scheda 19221), oppure a Bregant Germano di Lucinicco (donazione del 1996). Nel museo sono raccolti oggetti provenienti sia dalla provincia di Gorizia che di Udine.
Storia vite vino Friuli, Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste, Udine 2017
Costantini E./ Mattaloni C./ Petrussi C., La vite nella storia e nella cultura del Friuli, Udine 2007, II
Museo Documentazione Colmello Grotta, Il museo di documentazione della civiltà contadina di Colmello di Grotta, Mariano del Friuli (GO) 1993
Amici L., Il mestiere del bottaio, Canepina (VT) 1989
Società Adriatica Ferramenta e Metalli, Catalogo Generale 1927, Venezia 1927
Andreani I., L'arte nei mestieri. Il falegname, Milano 1916