lavatoio, brèe di lavâ

Oggetto
lavatoio
Altra Denominazione
brèe di lavâ, lavadôr, lavadóur
Ambito di produzione
artigianato del Friuli occidentale
Cronologia
sec. XX
Materia
legno
Misure
cm - altezza 33, larghezza 55, profondità 73
Codice scheda
BDM_19719
Collocazione
San Vito al Tagliamento (PN)
Palazzo Tullio Altan
Museo provinciale della vita contadina Diogene Penzi

Piano di assi parallele che sulla faccia inferiore, parallelamente ai lati minori, ha da due assi di legno inchiodate e sagomate per appoggiare la tavola lungo i corsi d’acqua mantenendola inclinata. Posteriormente al lato superiore sono fissate due tavole ortogonali: sul piano orizzontale, che a destra ha un alloggiamento per il sapone, ci si inginocchiava, ed il foro nella parte centrale ne facilitava il trasporto, mentre quello verticale proteggeva la lavandaia dall’acqua. Sui tre piani di sostegno è sagomata una apertura a forma di parentesi graffa.

Il sapone era preparato in casa con le ossa del maiale e l'aggiunta di soda caustica e lo si utilizzava di solito nel lavaggio settimanale dei capi, mentre per la biancheria della casa si eseguiva il lavaggio, di solito meno frequente, con il ranno. La liscivia, o ranno, era un detergente che si otteneva filtrando con acqua bollente la cenere raccolta in un telo opportunamente disposto sul mastello in cui era stato sistemato il bucato.

BIBLIOGRAFIA

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Un imprest, Un imprest, una storia, una gota di vita, s.l. s. d.