Scaldino di rame battuto a forma di cestello, con manico a cordone. Il fondo presenta cinque fori attraverso i quali passa il filo di ferro mediante il quale è applicata ala base, a sua volta forata. Il corpo e la base presentano una decorazione con un motivo di petali sormontati da archetti. La decorazione della base, anch'essa a petali, ma più sottili, richiama quella del corpo ed è circondata da un bordino cordonato.
Lo scaldino ha la forma a cestello, comune non solo nel Goriziano ma anche nel resto del Friuli e in Carnia (cfr. M. Gortani, 1965, fig. 8 a p. 169), ma dall'inventario di Giovanni Cossar si apprende che in origine la parte centrale era uno stampo da "kuguluf", (dal tedesco "Gugelhupf"), risalente circa al 1800, il manico invece sarebbe più antico, e la base più recente, applicata intorno al 1850.
Ciceri L., Il Museo del Folclore a Gorizia, in Sot la Nape, Udine 1959, a. XI, n. 3
Gortani M., L'arte popolare in Carnia. Il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari, Udine 1965