Piatto rotondo con tesa a giornoe motivo a intreccio a metà tesa e intorno al cavetto liscio. Maiolica comune con pasta bianca e verniciatura sottile anch'essa bianca.
Giovanni Cassar nell'inventario attribuisce il piatto alla manifattura triestina Santini-Sinibaldi (per notizie cfr. scheda 6106). Nelle collezioni dei Musei Civici e della Fondazione Scaramangà di Trieste diversi piatti della manifattura Santini Sinibaldi, rotondi e ovali, presentano il motivo della tesa a giorno (cfr. Favetta 1966, figg. 23, 25 e 26).
Favetta B. M., La ceramica triestina, Verona 1966
Cossar R.M., Ceramiche giuliane settecentesche, Faenza 1940