Questa pialla ha un corpo, chiamato ceppo, a forma di parallelepipedo con angoli smussati, in legno tarlato. Nella parte anteriore manca il manico o manubrio sporgente (chiamato anche #corno#). Nella parte centrale del ceppo è presente un foro da cui escono i trucioli asportati del legno. Verso la parte posteriore due scanalature ospitano rispettivamente il cuneo di fissaggio, o zeppa, e la lama, o coltello. La suola è formata da un pezzo di legno diverso e grezzo fissato al corpo con una vite (restano i fori per l'alloggio di altre tre viti mancanti). Il profilo del fondo è convesso e la lama, di conseguenza, è curva.
La pialla non presenta marchi di fabbrica e potrebbe essere stata realizzata sia da una bottega artigiana che da una piccola industria, forse locale. La zona da cui provengono gli oggetti del Museo di Farra si trovava sotto l'impero austroungarico fino agli anni 20 del XX secolo, dopo la prima guerra mondiale. Vista la situazione di confine ed il periodo storico, l'attrezzo potrebbe essere stato realizzato sia nell'attuale Italia, che in Austria, Slovenia o in altri paesi. La suola, probabilmente rovinata, è stata rifatta nella prima metà del XX sec.
Storia vite vino Friuli, Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste, Udine 2017
Museo Documentazione Colmello Grotta, Il museo di documentazione della civiltà contadina di Colmello di Grotta, Mariano del Friuli (GO) 1993