Lo scalpello presenta un manico in legno tornito, la cui sezione si restringe prima della zona dell'innesto dell'utensile. E' presente una ghiera di rinforzo realizzata con un lamierino ripiegato verso l'interno e strizzato a macchina. La lama, forgiata, ha un corpo trapezoidale, con un tagliente obliquo.
Lo scalpello potrebbero essere appartenuto al falegname ebanista Redento Tolloi (1891-1960) di Ronchi dei Legionari, in quanto la sua attrezzatura è confluita nella collezione del museo. La lama potrebbe essere stata creata dal fabbro Giuseppe Calligaris, con cui Tolloi collaborava. Un tempo costava poco il lavoro e molto il materiale, per cui spesso gli artigiani acquistavano solo le parti che non potevano produrre da soli, come ad esempio gli utensili, cui aggiungevano poi manici personalizzati. Quando poi, i manici si usuravano, venivano rifatti. In questo caso il manico, visto il materiale e il tipo di usura, potrebbe essere di un periodo successivo rispetto all'utensile (per notizie su Tolloi, confrontare ad es. scheda 19221).
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