Il licopodio clavato è una specie a vasta distribuzione subcosmopolita presente lungo tutto l'arco alpino e nell'Appennino settentrionale. La distribuzione regionale si concentra nel settore alpino propriamente detto (Alpi Carniche e Giulie), con sparse stazioni nelle Prealpi. Cresce in pascoli, brughiere a mirtilli, boschi di aghifoglie e faggete, su suoli acidi e umiferi piuttosto profondi, con optimum nella fascia montana superiore e in quella oroboreale. Le spore venivano raccolte in grande quantità e costituivano la 'polvere di licopodio': contengono un olio essenziale che brucia facilmente emettendo una viva luce gialla, e per questo si usavano (e sia pur di rado si usano tutt'oggi) per fabbricare i bengala. Il nome generico in greco significa 'piccolo piede di lupo', per le ramificazioni del fusto che richiamerebbero la zampa pelosa di un lupo; il nome specifico si riferisce alla forma clavata degli sporangi. La specie è rarissima e da tutelare. Forma biologica: camefita reptante. Periodo di sporificazione: luglio-aprile.