verso: 236/ pannello/ con fascia/ di contorno
verso: Cristo/ Benedicente
verso: P. Vigeland/ 1960
verso: 1960
verso: Cristo/ Vigeland
L'opera costituisce la metà destra di un bozzetto che, sullo uno sfondo di un paese orientale in prospettiva verticale, rappresenta Cristo con le braccia aperte nell'atto di proteggere un vecchio a destra e una vecchia e una bambina sulla sinistra. La figura di Cristo ha proporzioni gerarchiche maggiori rispetto a quelle dei suoi protetti. Il disegno monocromo è vivacizzato dalla porporina dalle tonalità dorate, che imitano la frammentarietà delle tessere. Il cartone è assemblato con sei pezzi.
Il cartone raffigura Cristo con le braccia aperte mentre benedice un vecchio e una vecchia con bambina, raccolti sotto le sue braccia su uno sfondo costituito da un paese orientale. Fu spedito a Spilimbergo il 29 febbraio 1960 insieme a fotografie di altri mosaici, che dovevano servire per trovare le giuste tonalità cromatiche dato che quelle del cartone risultavano troppo scure secondo l'artista (ASM, b. 81, part. 1742, lettera di P. Vigeland a S. Giacomello, Slemdal 1 marzo 1960). In questo disegno, come del resto era solito fare, Per Vigeland rielaborò in forme nuove figure già usate in mosaici e cartoni precedenti: le figure del vecchio e della vecchia ricordano infatti quelle per il monumento ai Caduti di Kristiansund (1955) e la figura del vecchio è identica a quella del mosaico che decora la cappella funebre di Kolbu (1956). L'iconografia generale del Cristo benedicente che accoglie due fedeli ricorda il mosaico per la cappella del crematorio di Askim (1960), da cui differisce però in alcuni particolari delle figure e dello sfondo. L'artista norvegese non completò la cornice a rettangoli geometrici e invitò il direttore a riportare sui disegni esecutivi le distanze indicate sul bozzetto, che eventualmente potevano essere allungate, ma non accorciate (lettera di P. Vigeland a S. Giacomello, Slemdal 1 marzo 1960). Per Vigeland voleva che il lavoro fosse eseguito in fretta e spedito entro il mese di giugno. Nell'esecuzione raccomandava però di non usare un tipo nuovo di tessera nelle tonalità violetto-verde che, invece di imitare il vero smalto, produceva un effetto "smorto e noioso" (lettera di Per Vigeland a S. Giacomello, Slemdal 25 maggio 1960). Come da accordi presi il mosaico fu fatturato il 27 giugno 1960 e spedito a Oslo insieme al mosaico raff. Il Buon Pastore; il saldo fu pagato il 25 agosto 1960. Il Cristo benedicente fu realizzato con tessere a smalto dal laboratorio della scuola e dagli allievi del quarto corso. Soddisfò pienamente Per Vigeland che lo considerò "molto bello anche in disegno e nei colori" (lettera di Per Vigeland, Slemdal 29 agosto 1960). Il mosaico, di mq 6.90 fu posto in opera da Harald Sigvartsen e Kare Martinsen sul nuovo altare della chiesa di Sjastad alla fine dello stesso 1960. Probabilmente è identificabile con il pannello absidale in smalto e oro ricordato tra le principali opere musive realizzate dalla scuola. L'identificazione non è però certa poiché la misura di mq 34 non corrisponde a quella desunta dai dati d'archivio per il mosaico schedato.
Bucco G., Schede, in La Scuola Mosaicisti del Friuli. Bozzetti, documenti, fotografie, stampe e modelli, Villa Manin di Passariano 2000
Inventario bozzetti, Inventario bozzetti, in La Scuola Mosaicisti del Friuli. Inventari degli archivi, Villa Manin di Passariano 2000
Pictor imaginarius, Pictor imaginarius. 60 anni dall'archivio della Scuola di Mosaico di Spilimbergo, Spilimbergo 1990
Zanelli A., La Primavera Spilimberghese della Prosa trent'anni dopo. Perché nacque e perché visse, in Il Barbacian, 1985, a. XXII, n. 1