disegno preparatorio, Zigaina Giuseppe, XX

Oggetto
disegno preparatorio bozzetto
Soggetto
madre con bambino
Autore
Zigaina Giuseppe (1924/ 2015)
Cronologia
1966
Materia e tecnica
carta da lucido/ pennarello
Misure
cm - altezza 32, larghezza 55
Codice scheda
D_1505
Collocazione
Spilimbergo (PN)
Scuola Mosaicisti del Friuli
Galleria e archivio Scuola Mosaicisti del Friuli
Iscrizioni

Lucido per un pannello musivo collocato nella Scuola media "G. Ellero" di Udine raffigurante "La Vita". Ripetizione in sequenza, come in una pellicola cinematografica, dell'immagine di una madre stesa che solleva il suo piccolo.

Negli anni Sessanta Zigaina collaborò frequentemente con la Scuola Mosaicisti realizzando cartoni per mosaici collocati in alcune scuole di Udine, Grado (Ud), Pordenone e Modena. Il lucido schedato si riferisce ad un pannello musivo collocato nella scuola media "G. Ellero" di Udine. Il pittore, in occasione del Concorso per Opere Artistiche da collocarsi nella suddetta scuola, ideò una serie di quattro mosaici, di mq 18 l'uno, da collocare in altrettanti corridoi dell'edificio scolastico. Le opere furono commissionate alla Scuola Mosaicisti dal pittore stesso, in nome del Comune di Udine, che stanziò un importo di £ 1.400.000 (ASM, b. 86, part. 98, lettera d i Giuseppe Zigaina al direttore della Scuola Mosaicisti, Cervignano del Friuli, 20 ottobre 1966 e fattura della Scuola Mosaicisti n.4/68 del 10 gennaio 1968). Una volta realizzati i dipinti, Zigaina disegnò i lucidi ad essi relativi e in seguito i maestri mosaicisti eseguirono i mosaici con tessere di calcari rifusi e paste vitree, applicate direttamente su lastre di eternit, poi assemblate sulle pareti. In linea con l'evoluzione artistica di Zigaina, i mosaici, nelle tonalità dominanti del verde e del giallo, denotano accenti informali e materici: ciò rivela il distacco del pittore dalla corrente del Neorealismo cui aveva aderito in precedenza. Il primo dei quattro mosaici, "Il sogno genera i mostri", in un'atmosfera da incubo, allude al torpore, all'indifferenza, alla scarsa vigilanza degli uomini sul proprio destino, motivi che possono portare alla barbarie e alla guerra. Sono ritratte figure dormienti in un grande interno, con un braccio sul volto in gesto ripetuto. Il secondo mosaico, "Apocalisse", rappresenta invece una fucilazione in un campo di concentramento. In alto a destra suona una fanfara: un groviglio di ottoni e di uomini scheletriti. In basso a sinistra la follia: cataste di occhiali, di scarpe, di dentiere. Lo stesso Zigaina sottolineava: "Niente gusto macabro: tutto deve essere raccontato quasi con affettuosa dolcezza". Il terzo pannello, intitolato "Ancora Speranza", raffigura, come in una sequenza cinematografica, la metamorfosi di una ceppaia uomo, dalla morte invernale al germoglio. È la storia del salice friulano che la scure dell'uomo non isterilisce mai. L'ultima opera, intitolata "La Vita", rappresenta invece la vita che si rinnova: in un grande interno una figura di donna solleva il suo bambino in atto di gioia. Zigaina concepì i quattro mosaici come quattro episodi di un'unica storia, che per lui era "la nostra esperienza di uomini maturi degli anni sessanta, che deve essere trasmessa (sostanziata dalla nostra passione e dalla nostra critica) alle nuove generazioni". Intese creare delle opere che entrassero subito a colloquio con i giovani, "un colloquio tuttavia mediato da una cultura moderna oltre che dal sogno e dalla fantasia" (cfr. la spiegazione delle opere fatta dallo stesso Giuseppe Zigaina, riportata in Comune di Udine, Concorso Opere Artistiche Scuola Media "G.Ellero").

BIBLIOGRAFIA

Inventario bozzetti, Inventario bozzetti, in La Scuola Mosaicisti del Friuli. Inventari degli archivi, Villa Manin di Passariano 2000

Zucchiatti J., Schede, in La Scuola Mosaicisti del Friuli. Bozzetti, documenti, fotografie, stampe e modelli, Villa Manin di Passariano 2000

Zucchiatti J., La Scuola del Mosaico di Spilimbergo dal 1945 ai giorni nostri, Udine 1993-1994