in basso a destra: Renzo Possenelli / 75
sul verso, controfondo, in alto a sinistra: RENZO POSSENELLI / FUCILAZIONE IN CILE
Il disegno raffigura frontalmente una figura maschile a mezzo busto, con le braccia sollevate, il volto leggermente inclinato, gli occhi chiusi e la bocca spalancata, in un’espressione di dolore. Il segno si presenta nervoso, aggrovigliato, a volte quasi ossessivo, con un andamento rapido ed espressivo che struttura il volto e le estremità con segni sovrapposti e frammentati. Il segno si rarefà sul corpo, lasciando ampie zone di vuoto che contribuiscono alla drammaticità dell’immagine.
Al centro della figura, nel punto corrispondente al torace, è presente un intervento ad acquerello circolare, rosso-bruno, incorniciato da bruciature reali della carta che evocano un colpo mortale: una ferita, un foro di proiettile, simbolo evidente della fucilazione. Altri piccoli fori bruciati completano l’intervento materico, sottolineando la sofferenza e la violenza del gesto.
Fucilazione in Cile è un’opera altamente emblematica della produzione di Renzo Possenelli negli anni Settanta, in cui l’artista triestino, noto principalmente per la sua attività scultorea e per l’amore materico verso il legno, esplora qui il linguaggio grafico in forma espressiva e politicamente impegnata. L’opera è datata 1975, due anni dopo il colpo di Stato militare in Cile (11 settembre 1973), che rovesciò il governo democraticamente eletto di Salvador Allende. Il soggetto rappresenta quindi una denuncia visiva, cruda e potente, della repressione violenta attuata dal regime di Augusto Pinochet e si inserisce nel filone dell’arte civile e della testimonianza.
L’intervento con vere bruciature sulla carta non è solo decorativo ma assume una funzione semiotica forte: trasforma la superficie in corpo, e la carta in carne ferita. L’acquerello rosso che si mescola al segno del fuoco richiama il sangue, mentre il tratto grafico disarticolato diventa l’equivalente visivo del trauma. L’opera si configura così come una vera e propria “icona profana” del martirio contemporaneo, in cui il corpo è simbolo dell’umanità sacrificata e la stilizzazione ne amplifica il valore universale.
Possenelli è artista che ha fatto della materia (soprattutto il legno) il suo principale mezzo espressivo, ma che in questo disegno dimostra una notevole forza anche nel segno grafico e nella combinazione di tecniche sperimentali.