disegno, Giaiotto Giorgio, XX

Oggetto
disegno
Soggetto
paesaggio urbano
Autore
Cronologia
1965
Materia e tecnica
carta/ penna, inchiostro di china, pittura ad acquerello
Misure
mm - altezza 230, larghezza 320
Codice scheda
D_12503
Collocazione
Muggia (TS)
Centro culturale "Gastone Millo"
Collezione del Comune di Muggia
Iscrizioni

Il foglio presenta una composizione urbana di forte intensità. Il soggetto principale della scena è un muro bianco, su cui campeggia la scritta “A MORTE I NAZISTI”, graffita con forza e veemenza. Il cielo è solcato da una folta trama di linee diagonali che sembrano suggerire una fitta rete di fili elettrici. A sinistra si intravedono architetture urbane evocate con segni grafici franti, mentre in alto a destra emerge la sagoma di un alto albero di un'imbarcazione, quasi minaccioso. La gamma cromatica è essenziale, dominata da toni grigio-neri, e lascia emergere con forza il contrasto tra forma e parola. L’acquerello si distingue per una stesura nervosa, che sfrutta al massimo le potenzialità grafiche del medium. L’effetto complessivo è quello di una scena urbana densa di tensione politica e poetica.

Il Muro è un’opera della fase pittorica giovanile di Giorgio Giaiotto, artista friulano noto per la sua doppia vocazione tra pittura e grafica umoristica. Risalente al 1965, l'acquerello testimonia una sensibilità sociale già pienamente matura, con una chiara intenzione politica e antifascista. In questi anni Giaiotto abbandona gradualmente la pittura figurativa per una ricerca più espressionista e segnica, che culminerà nella nota produzione concettuale degli anni Settanta (i “gomitoli”, le “i”, le impronte digitali). L’opera si colloca nel clima di contestazione giovanile e di memoria resistenziale che attraversava l’Italia nel secondo dopoguerra e in particolare il Friuli. Il riferimento al muro come supporto di scrittura e denuncia collettiva anticipa l’interesse dell’artista per i segni urbani, per la scrittura come immagine, e per le tematiche della comunicazione visiva.

BIBLIOGRAFIA

Giorgio Giaiotto, Giaiotto, San Daniele del Friuli 2000