Il disegno si presenta praticamente identico a un altro foglio presente nell'album (D_11525). Quasi perfettamente sovrapponibili, se non per minime differenze, le due opere si presentano speculari rispetto a una terza composizione (D_11554), mantenendo il medesimo impianto e la stessa scansione spaziale tripartita: albero in primo piano, delimitato da rocce ricoperte di vegetazione; paesaggio collinare in secondo piano che si sviluppa su più livelli con inserimento di architetture (un castello o fortezza con torrione); le cime dei monti Tiburtini sullo sfondo.
La ripetizione di un motivo suggerisce lo studio approfondito della composizione o una serie di variazioni su un tema. Gli artisti, infatti, spesso esplorano lo stesso soggetto sotto diverse prospettive per catturare sfumature diverse, eseguire esperimenti di luce e ombra, o semplicemente per esercitarsi nella tecnica. È possibile che in questa serie di disegni Pietro Nobile abbia scelto, partendo da una veduta amata, di esercitarsi scegliendo artificiosamente l'equilibrio compositivo preferito e sperimentando tecniche diverse, forse la caratteristica che maggiormente differenzia i tre fogli e che giustificherebbe la reiterazione del motivo.
Pavan G., Pietro Nobile. Architetto (1776-1854). Studi e documenti, Gorizia 1998