Lo scorcio raffigurato da Pietro Nobile si presenta speculare rispetto a quello di un altro foglio presente nell'album (D_11554). I due disegni appaiono quasi identici, se non per piccole differenze che li caratterizzano, ad esempio nell'assenza dei viandanti nel secondo piano o nell'utilizzo di una tecnica che alleggerisce il chiaroscuro del primo piano. Per il resto, le due opere sono prettamente identiche nella composizione, nella scansione spaziale e nei singoli dettagli. Dall’albero in primo piano, la veduta si apre su un paesaggio collinare che si sviluppa su più livelli dove si intravede la riconoscibile sagoma di un torrione. Il paesaggio è chiuso dalle cime dei monti Tiburtini.
Il disegno appare utile poiché permette di approfondire il particolare approccio di Nobile adottato in questa specifico caso. L’artista, partendo da un paesaggio di riferimento, ha realizzato una serie di variazioni sul tema. È ipotizzabile che Nobile abbia sfruttato questa “serie” per sperimentare, adattando il proprio stile. Questa pratica, comune tra gli artisti, offre un'interessante visione del processo creativo e della capacità di un autore di esplorare e reinterpretare un tema in modi unici.
Pavan G., Pietro Nobile. Architetto (1776-1854). Studi e documenti, Gorizia 1998