in basso a sinistra: L. Comel / 1928
L’interno del duomo di Grado presenta una veduta dalla navata sinistra verso l’abside centrale. L’inquadratura include in primo piano la balaustrata marmorea con colonnine tornite; due colonne che sostengono arcate a tutto tondo intervallano lo spazio fra le navate: una in marmo verosimilmente screziato con capitello a foglie, affiancata da una seconda colonna in marmo chiaro con fasce anulari verdi e capitello composito. In lontananza, nell'abside centrale si intravede il ciborio già protagonista di altri acquarelli dell’autore, sorretto da colonnine con capitelli a motivi vegetali e trabeazione; si distinguono anche l’iconostasi e una fascia iconica orizzontale assimilabile a una predella-polittico con figure di santi. Le arcate impostate su pilastri e la copertura absidale completano l’assetto architettonico.
La saldezza del segno e la sicurezza nell'esercizio dell'acquerello – debito della disciplina accademica e dell’esercizio dal vero – si combina con la volontà documentaria maturata nei soggiorni a Venezia e a Grado: il foglio, in tal senso, documenta un assetto dell’area presbiteriale verosimilmente precedente agli interventi novecenteschi.
Comel A., Luigi Comel pittore goriziano 1866-1934, Udine 1976