in basso a destra: PK
Il pastello raffigura un paesaggio quasi claustrofobico, una veduta boschiva in cui la massa compatta degli alberi domina la composizione e avvolge la scena in un’oscurità profonda. La superficie è costruita attraverso sovrapposizioni dense e nervose di segni, integrate da velature fluide – probabilmente stesure di acquerello. La luce filtra a fatica attraverso il groviglio dei rami, tra i quali si osservano degli sprazzi di cielo. A sinistra, un diradarsi dello schermo vegetale suggerisce la presenza di un sentiero che dovrebbe condurre a un’abitazione, visibile a destra; un’unica finestra illuminata interrompe la compattezza della quinta arborea. L’insieme, più evocato che descritto, assume un carattere visionario, tipico della produzione tarda di Krischan, dove il dato naturale si dissolve in una trama segnica inquieta.
Sgubin E., Ricordo di Pasquale Krischan educatore e uomo di cultura, in Pasquale Krischan, Gorizia 1989