Il pastello, identificato da parte della critica come il ritratto di Daniele Manin, presenta un ritratto maschile a mezzo busto, impostato di tre quarti. Il personaggio, di età matura, è caratterizzato da un'espressione austera e concentrata; ha capelli scuri ondulati, ampia fronte e marcate basette; il volto è modellato con sottili trapassi luministici, sebbene l'incarnato si accenda sulle guance. Indossa un abito scuro con alto collo sotto il quale affiora la camicia bianca.
L'opera rientra nella produzione ritrattistica di ambito risorgimentale, orientata a fissare le fisionomie dei protagonisti civili del Risorgimento con un linguaggio misurato e “borghese”, affidando alla posa e alla resa psicologica la costruzione dell’autorevolezza del personaggio. La critica tende a identificare il soggetto con Daniele Manin, giurista e figura centrale delle giornate veneziane del 1848–1849. Pur in presenza di tale attribuzione tradizionale, l’identificazione non appare del tutto incontrovertibile: alcune discrepanze rispetto all’iconografia più diffusa di Manin consentono di porre un dubbio sul riconoscimento del soggetto, che potrebbe riferirsi più in generale a un patriota o un intellettuale dell’area veneta.
Stefanutti R., Schede, in 1815-1848 L'età della Restaurazione in Friuli. Itinerari di ricerca, recupero di memorie, riproposta di fondi, Trieste 1998