in alto a sinistra: Veruda / 3/1/1900
in basso a sinistra: Inv. 23 / N. 215
in basso a sinistra: 259
in basso a sinistra: Museo civico - Gorizia dono del Sig Ant de Leiss
in basso a sinistra: Museo civico Gorizia / prov. / i69
in basso a destra: 25
Studio dal vero di un nudo femminile stante. La modella è presentata frontalmente, con il busto in torsione e il capo reclinato all'indietro. Un braccio è piegato con la mano appoggiata sul fianco; l’altro si estende nello spazio. Parimenti, una gamba è tesa e l'altra flessa; il chiasmo adottato da Veruda conferisce ritmo al nudo, mediante il bilanciamento di equilibri contrapposti. La resa volumetrica è affidata a un fitto tratteggio generato dalla netta contrapposizione tra zone in luce e in ombra, concentrate soprattutto sul lato sinistro della figura e nello sfondo, con l'ombra proiettata dalla modella.
Lo studio si inserisce con coerenza nella prassi di Veruda, abituato a costruire la figura attraverso esercizi dal vero su fogli di grande formato, destinati alla verifica di proporzioni e pose. Il disegno, infatti, si colloca in una sequenza serrata di studi di nudo che documentano un metodo fondato sulla reiterazione del modello, trattato con minime variazioni compositive e di tecnica (sanguigna, carboncino, matita), metodo che trova un precedente esplicito nelle esercitazioni legate alla scuola di nudo parigina, l'Académie Julian, da lui frequentata nel 1887 e, ancora, nel 1899.
Crosera C., Umberto Veruda, Trieste 2017, 19