in basso a destra: Tunis f.
in basso a destro: 1837
in basso: Veduta del Castello di Gorizia presa dallo Scoglio dietro l'Arco del Ponte detto del Tintore alla / Sponda destra dell'Isonzo.
in alto a destra: Inv. 2 / N. 161
in basso a destra: 53
Veduta di Gorizia ripresa dalla sponda destra dell’Isonzo, in prossimità del cosiddetto “ponte del Tintore”, raffigurato al centro come una solida struttura in pietra che scavalca il fiume. In primo piano, il greto è animato da figure in conversazione con un cane, mentre sulla riva opposta un altro personaggio è seduto, intento a osservare il paesaggio. Sul ponte transitano una carrozza trainata da cavalli e alcuni passanti, che accentuano il carattere quotidiano della scena. Il paesaggio, punteggiato da alberi, conduce lo sguardo verso il castello, riconoscibile in lontananza sulla sommità del colle e incorniciato dal ponte. Il disegno è costruito con un segno lieve e un chiaroscuro leggero e controllato.
La veduta appartiene al gruppo di immagini goriziane realizzate da Francesco Tuni (o Tunis), autore attivo nella prima metà dell’Ottocento e noto per la precisione con cui si dedicò agli scorci urbani di Gorizia e alla ricognizione del territorio. Il foglio rientra nel filone topografico che lo lega alla tradizione di Marco Antonio Pollencig, continuandone l’interesse documentario attraverso un linguaggio analitico. Il ponte del Tintore sull’Isonzo – con il castello sullo sfondo – era tra i punti di osservazione più frequentati dagli acquerellisti locali, e la resa attenta dei particolari vegetali, dei profili architettonici e delle piccole figure testimonia la funzione descrittiva che tali opere ebbero per la committenza goriziana.
Cossar R.M., Storia dell'arte e dell'artigianato in Gorizia, Pordenone 1948